Visualizzazione post con etichetta racconti di viaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta racconti di viaggio. Mostra tutti i post

BELLA MATERA!


29 maggio 2019


Eccomi sono tornata!
Una vacanza bellissima, con il sole, per una città fuori dal tempo e dagli schemi,  che offre molto, ma ti ruba il cuore. E' un sogno di pietre, che non puoi immaginare se non le vedi, se non le cammini su e giù per strade levigate dal tempo. 





La cosa più incredibile sono le chiese rupestri dove Madonne dolcissime ti guardano con lo stesso sorriso da mille anni!


Non abbiamo atteso invano questa vacanza! 



Ciao a tutti, passerò a salutarvi nei prossimi giorni!

Linguine con pesto di pistacchi e gamberi e una vacanza alle Eolie




9 giugno 2016

Ciao a tutti carissimi amici, sono tornata dalle vacanze e devo dire che sto proprio bene, mi sono distratta, riposata, ho riso con i miei amici, camminato, goduto del sole e del tempo bellissimo e racchiuso nel cuore l'idea di essere stata in paradiso. Sì, perché le Eolie che ho visto, ancora fuori stagione, con poca gente in giro, mi sono apparse proprio così, come un paradiso. 

Sapete che ho un debole per la Sicilia, trovo che sia una terra generosa e splendida. Da quando ci sono stata in vacanza nel 2013, non desideravo che di tornarci e mettere in pratica l'idea delle Eolie, che coltivavo da tempo, è stata proprio grande. 

Le Eolie sono sette isole, benedette dagli dei, fin dai tempi dell'antica Grecia e anche da prima (ci sono insediamenti preistorici!) e le abbiamo visitate tutte, dal mare e da terra, ognuna con una fisionomia precisa, non le confondi, ti si offrono diverse e preziose, piccoli gioielli emergenti dall'acqua.




Eravamo piazzati a Lipari, in una guesthouse, molto comoda e con uso di cucina: mamamia.lipari@gmail.com, vi lascio l'indirizzo perché ha un notevole rapporto qualità-prezzo e perché ci si sta come a casa propria!

Lipari è la più grande delle isole e quella con più servizi, certamente comoda per farne il punto di partenza delle escursioni sulle altre. L'abbiamo vista dal mare e l'abbiamo girata in tutte le sue strade e i suoi paesini con un'auto affittata lì. C'è la chiesa di Quattropani che domina dall'alto la vista su tutte le isole tranne Vulcano che resta alle spalle, e Acquacalda vicino alle cave di pomice che colora di bianco il mare. E poi le cave di caolino che sembrano un canyon e le spiagge eleganti di Canneto. A Lipari c'è la strada dello struscio piena di localini, e quella elegante dei negozi, la piazzetta di Marinacorta dominata dalla chiesa di San Giuseppe, e il Castello che chiude fra le sue mura la Cattedrale e tutti gli antichi edifici che accolgono ora il museo archeologico.






Panarea è la più elegante, la chiamano la Capri delle Eolie, alberghi, ristoranti, locali e negozi chic, è tappa obbligata se si va verso Stromboli. Forse starci per qualche giorno, se non si ama particolarmente la vita mondana e di spiaggia, potrebbe risultare noioso, ma per essere bella, lo è certamente!





Stromboli è il suo vulcano, c'è poco d'altro, c'è la casa dove Rossellini e la Bergman hanno consumato il loro amore, c'è un paese arroccato e per niente intimidito da quel gigante che gli torreggia sopra. Non siamo saliti, ci sono solo visite guidate, ci vuole molto tempo e non saremmo potuti tornare a Lipari, ma lo abbiamo visto dal mare sputare zolfo e fumo nero verso la sciara di fuoco, l'ultima colata lavica che scende in mare. Io però ero molto distratta da un tramonto che ha incendiato mare e cielo :)




Alicudi e Filicudi sono le isole più lontane da Lipari, ci vogliono due ore di navigazione. Alicudi è fuori del mondo: piccola e graziosa, senza auto, si cammina a piedi o a dorso di mulo, invasa da cactus, bouganville, fichi d'india, limoni, ulivi e piccole case bianche i cui abitanti coltivano piccoli orti profumati di rosmarino e finocchietto. Filicudi, devo essere onesta, non mi è piaciuta granché, anche se offre un mare bellissimo e un sito archeologico molto interessante. Tuttavia le polpettine di pesce con il sughetto di pomodoro erano proprio una bomba!!!!






Salina mi ha sorpreso con la sua eleganza. Abbiamo affittato l'auto e l'abbiamo girata tutta, fino a Pollara dove c'è la casa di Neruda, perché qui è stato girato in parte "Il postino", ora trasformata in un accogliente B&B, e poi a Rinella con la sua spiaggia nera e a Malfa dove c'è un piccolo faro. Un altro faro è a Lingua sull'estrema punta dell'isola oltre Santa Marina di Salina, che è la cittadina più grande, dove attraccano gli aliscafi. Di qui siamo ripartiti verso le nove, dopo aver cenato in un grazioso ristorante con una terrazza ombreggiata da un pergolato di vite americana, aperta su una collina ricoperta di fichi d'india. Un cielo blu, da mozzare il fiato...




Vulcano, l'ultima che abbiamo visitato, grande, allungata fino a Vulcanello dove ci sono due piccole bocche, e a Gelso, dalla parte opposta dove c'è un faro. Siamo saliti sul vulcano, lungo un sentiero che si alza di 800 metri. Li ho affrontati piena di timore, ma quando sono arrivata in cima, in 40 minuti, senza nemmeno il fiatone, ho capito che stavo bene e che se è pur vero che quando si diventa "grandi" ci sono molte cose che non si possono più fare, ce ne sono molte altre che restano possibili e che ti danno un grande senso di pace e di serenità. Le pendici del vulcano sono ricoperte fino ad una certa altezza di enormi cespugli di ginestra che colorano di un giallo vivace le colate laviche, e la bocca lassù a un passo dal cielo, inquietante e misteriosa, sorvegliata a vista.




Ed eccomi qui con le mie amiche, le Giuseppine, insieme ai due ragazzi che ci hanno portato in navigazione intorno a Lipari. Manca Oscar, soprannominato il mago, che faceva la foto, ma poi eccoci tutti e quattro ad Alicudi sotto un olivo secolare.





E quale ricetta posso regalarvi perché gustiate la terra di Sicilia, se non una pasta con gamberi e pesto di pistacchio? ENJOY :)


 


LINGUINE CON PESTO DI PISTACCHI E GAMBERI      

320 g di linguine
120 g di pistacchi
2 cucchiai di grana grattato
250 g di gamberi sgusciati
passata di pomodoro
1 peperoncino
sale, olio EVO

Nel bicchiere del mixer raccogliete i pistacchi, 100 g di olio, il grana e un pizzico di sale, quindi frullate fino ad avere una crema morbida. Se necessario unite poca acqua tiepida. Tagliate i gamberi a tocchetti e fateli saltare con poco olio, un cucchiaio di passata e il peperoncino, quindi unite il pesto di pistacchi. Lessate le linguine al dente e padellatele nel sughetto, quindi servite ben caldo.




Vi abbraccio con l'affetto di sempre!

La fonduta mongola e la città imperiale




21 febbraio 2016

Eccoci all'ultima puntata del viaggio e al mio ultimo giorno come ambasciatrice della Cina. Siamo a Pechino e giriamo la città.


21 agosto 1997

Mattinata alla Città Proibita. Ci andiamo in taxi, le Giuseppine, Patti e io, facendo un lungo giro intorno ai fossati fino all'ingresso. La Città Proibita, che occupa 72 ettari di terreno, appare splendida, eppure ancora più doveva apparire quando comprendeva anche il Parco Bei Hai e la Collina del Carbone. Il fossato che la circonda è pieno d'acqua e la cinta muraria alta 13 m, che non doveva essere superata in altezza da nessun'altra costruzione in Pechino, presenta sui quattro angoli mastodontici torrioni di guardia. Entriamo dalla porta Wumen in un ampio cortile con un fiume scavalcato da cinque ponti e arriviamo alla Porta dell'Armonia Suprema, oltre la quale si apre un immenso cortile capace di ospitare centomila persone. Sullo sfondo troneggia il Palazzo dell'Armonia Suprema. Il colpo d'occhio è straordinario: è tutto un susseguirsi di costruzioni leggere dipinte di rosso granata con i tetti a pagoda gialli (il colore dell'Imperatore) e scale e portali. Ci sono grandi bacili di bronzo che venivano tenuti pieni d'acqua per scongiurare il pericolo di incendi e bracieri nei quali bruciavano legni di sandalo e di rosa e incenso per profumare l'aria e riempire di nuvole l'ambiente così da dare l'impressione di una città sospesa al limite del cielo. Il Palazzo dell'Armonia Suprema custodisce il trono del dragone. I palazzi che seguono, quello dell'Armonia Protetta e dell'Armonia Perfetta, servivano all'imperatore bambino per apprendere i suoi doveri e come sala per cerimonie minori. Per accedere alla Porta della Purezza Celeste si scende una scala dove si trova il grande tappeto di marmo, un monolito di 16,5 m di lunghezza per 3 di larghezza, del peso di 250 tonnellate! Dalla porta si entra nella zona privata dove ci sono il palazzo che custodisce il trono dell'imperatrice e altri di minore importanza ma non meno eleganti. Alla fine si arriva alla Porta della Tranquillità Terrestre da cui si accede ai giardini. Al di là dei bei nomi che hanno porte e palazzi, all'interno della Città Proibita la vita non doveva essere tanto tranquilla: eunuchi e concubine lottavano per il potere, qualcuno spariva, teste cadevano, nemici più o meno dichiarati o ritenuti tali venivano condannati a morte. Dietro i brillanti colori e gli smalti lucenti ribolliva un mare torbido di incertezze e inquietudine nel quale nemmeno il più abile capitano si poteva sentire sicuro di alcunché. Da tutta la città comunque emana un fascino che da tempo immemorabile conquista il cuore e la mente degli occidentali. Basterà fare gli otto inchini di rito davanti al trono del dragone per evocare lo spirito di qualche imperatore?




Usciamo dalla Città Proibita attraverso la Porta della Fierezza Divina e andiamo alla Collina del Carbone, costruita con il materiale di scarto della città stessa e con la terra di scavo dei fossati. Custodiva il carbone che serviva come combustibile per la Città Imperiale. Saliamo fino al Padiglione delle Diecimila Sorgenti dal quale si gode uno straordinario panorama della Città Proibita, del Parco Bei Hai con la sua Dagoba Bianca, delle Torri del Tamburo e della Campana e di tutta Pechino.


immagini dal web

Nel pomeriggio andiamo a visitare il Tempio del Cielo. L'Imperatore vi si recava due volte l'anno: nel primo mese del calendario lunare, per la festa della Lanterna, chiedeva agli dei e agli spiriti del sole, della luna, delle nuvole, della pioggia, del tuono e dei fulmini di benedire il raccolto futuro; al solstizio d'inverno per ringraziare del raccolto dell'anno precedente. Si faceva una lunga processione che si snodava lungo le vie di Pechino dalla Città Proibita, ma nessuno doveva vederla. Tutti stavano chiusi in casa con le finestre sbarrate. Il Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto si trova in fondo ad un cortile quadrato all'interno e tondo all'esterno, su una triplice terrazza. Sul davanti del tempio ci sono i palazzi che servivano da depositi e mattatoi. Il Tempio della Volta Celeste Imperiale è più piccolo e ha un significato commemorativo e infine l'Altare Circolare, chiuso in una duplice cinta di mura, è costruito come una triplice terrazza rotonda, al centro della quale si svolgevano i sacrifici. Il Tempio del Cielo è un complesso grandioso, che regala agli occhi un'immagine armoniosa grazie alla perfetta fusione dei colori: blu e verde per i tetti (i colori del cielo e della fede), rosso spento per le pareti e bianco per i marmi degli altari, della balaustre e delle scalinate, il tutto contro il verde tenero dei prati curatissimi e l'azzurro fondo del cielo di questa giornata splendida.




22 agosto 1997

Andiamo a fare un giro intorno ai fossati della Città Proibita e poi in piazza Tien'anmen, una delle più grandi del mondo (800 m di lunghezza per 500 m di larghezza). Sulla piazza si aprono il Palazzo dell'Assemblea del Popolo, il Museo di Storia Cinese, il Mausoleo di Mao e la Città Proibita. 



immagine dal web

Siamo circondate dalla solita massa di persone che non si disperdono nemmeno in questa gigantesca piazza. Allora ce ne andiamo in taxi al Tempio del Lama, uno dei più grandi di Pechino. Superiamo l'Arco d'Onore e attraverso un giardino arriviamo alla corte più interna con le Torri del Tamburo e della Campana. Sui vari cortili si affacciano numerose sale di preghiera, fra cui quella dell'Eterna Armonia con i Budda del passato, del presente e del futuro, e quella delle Diecimila Benedizioni che ospita una statua del Budda Maitreya alta 23 m e scolpita in un unico tronco di legno di sandalo.




Qui è tutto molto tranquillo, le persone sono silenziose e raccolte, l'aria è piena del profumo d'incenso che si libera dalle migliaia di bastoncini accesi. Un po' stordite andiamo ancora al Quartiere delle Legazioni dove fino alla caduta dell'Impero si godeva di extraterritorialità e vi avevano sede le ambasciate e i consolati dei paesi stranieri. Ancora oggi questa zona ha un aspetto europeo, le case hanno bei giardini e facciate eleganti, insomma si respira un'aria diversa...
Ormai è il tramonto, il Monumento agli eroi della Nazione si accende di una luce particolare e nel cielo si alzano come ogni sera gli aquiloni che ricordano la rivolta del 1989.




Ecco, il viaggio è finito, domani torniamo a casa.
Quando a Marco Polo, in prigione, fu chiesto di ritrattare quello che aveva scritto, pensando che avesse lasciato galoppare un po' troppo la fantasia, non lo fece. Anzi rispose che non aveva raccontato nemmeno la metà delle cose che aveva visto. Io ho raccontato tutto, ma non visto che una piccola parte di quello che la Cina può offrire.


E festeggiamo l'ultima sera a Pechino con la fonduta mongola. Enjoy!




FONDUTA MONGOLA

400 g di carpaccio di manzo
400 g di carpaccio di lonza di maiale
400 g di carpaccio di petto di pollo
200 g di vermicelli di riso
4 cipollotti
4 carote
2 melanzane
2 spicchi d'aglio
1 pezzetto di zenzero fresco
vino bianco
salsa di soia
aceto di mele
olio di riso
zucchero, sale
olio EVO
semi di sesamo tostati
brodo vegetale


Pulite e affettate per il lungo le melanzane e fatele cuocere a vapore per 15 minuti. Poi tagliatele a listerelle e fatele rosolare con l'olio EVO. A parte fate soffriggere l'aglio tritato con lo zenzero e bagnate con 2 cucchiai di salsa di soia, 1 cucchiaio di vino, 1 cucchiaio di aceto, 1 cucchiaio di olio di riso, 1 cucchiaio scarso di zucchero. Versate sulle melanzane, regolate il sale e cospargete con i semi di sesamo. Tagliate a striscioline sottili tutta la carne. Lessate i vermicelli di riso e conditeli con olio EVO. Tagliate a listerelle cipollotti e carote. Preparate per ogni persona delle ciotoline con i cipollotti, le melanzane, le carote, i vermicelli, la salsa di soia e le carni. Tenete il brodo bollente su un fornelletto in modo che ognuno possa intingervi la carne in modo da cuocerla. Ognuno sceglierà di condirla come preferisce, con le verdure crude, le melanzane o l'immancabile salsa di soia.







Ora sapete perché ho scelto di essere l'ambasciatrice della Cina: mi ha fatto tanto piacere ricordare questo viaggio insieme a voi. Quando ho scelto proprio questa vacanza per l'estate del 1997 volevo provare a me stessa che potevo resistere al caldo, alla fatica e al disagio. Non sapevo che avrei trovato paesi meravigliosi: il mio viaggio in realtà è cominciato in Uzbekistan e ho visto Kivha e Samarcanda e solo dopo aver attraversato il Kirghizistan sono arrivata in Cina. Non sapevo neanche che mi sarebbe rimasto qualcosa di molto prezioso: il prossimo anno Patti, le Giuseppine e io festeggeremo 20 anni di amicizia, un'amicizia che ha resistito molto bene alla lontananza, che ci ha portato a viaggiare ancora insieme, che ci ha permesso di condividere le nostre vite, che ha fatto di noi persone migliori. 

Grazie a tutti :)



Le immagini del Tempio del Cielo e del Tempio del Lama sono in parte prese dal web.

Pollo con funghi e mandorle in salsa di soia: i monasteri della Cina




12 febbraio 2016

Eccoci ad un'altra puntata del viaggio in Cina, una tappa mistica sulla via per Pechino.



18 agosto 1997

Quando arriviamo a Luoyang con il treno sono le 4 e 20. Un bus ci porta ad un hotel che nella hall ha comodissime poltrone dove crolliamo fino alle 6.00. Poi ci danno la colazione e quindi un bus ci porta alle grotte di Longmen. Fuori dall'hotel in un giardino molte persone fanno tai chi: è come se danzassero, leggeri, giovani e vecchi, uomini e donne, senza peso e comunque belli.

Le grotte di Longmen sono un chilometro di parete rocciosa interamente scolpita in grotte piccole e grandi, nicchie, pagode, statue. Nella grotta più grande, il Tempio di Feng Xian, c'è un Budda Vajrocana, cioè il Budda della luce suprema, alto 17 m, fiancheggiato dai due discepoli Kasjapa e Ananda, da due Bodhisattva e da quattro guardiani (i Lokapola, le quattro stagioni e i quattro elementi che combattono le falsità). L'espressione di questo budda è stupenda, ieratica e con gli occhi socchiusi, ispira una pace profonda.





Seconda tappa è il Monastero di Shaolin, ai piedi del monte Songshan, famoso in tutta la Cina per le tecniche di combattimento dei suoi monaci. Non riusciamo a vedere nessuno spettacolo, possiamo solo immaginarne la forze e l'eleganza per averlo visto in molti film. Visitiamo il Grande Tempio, raccolto, nonostante le molte persone. In una sala sono raggruppate le statue in legno di monaci meritevoli, ma in realtà mi sembrano mostri e assassini, visto che hanno le facce colorate in blu o rosso ed espressioni terrificanti, ma nessuno ci spiega cosa significhi questa simbologia e quindi un po' delusi ce ne andiamo.


immagini dal web


Domani saremo a Pechino.






POLLO CON FUNGHI E MANDORLE IN SALSA DI SOIA

500 g di petto di pollo
2 cipollotti freschi
1 pezzetto di zenzero fresco
200 g di funghi champignons
20 g di mandorle a lamelle
salsa di soia
olio
brodo vegetale

Preparate la salsa scaldando sul fuoco 2 cucchiai di salsa di soia con 1 cucchiaino di zucchero e 1 cucchiaio di aceto bianco. Tenete da parte. Pulite e affettate i cipollotti e fateli colorire con qualche cucchiaio d'olio. Unite il petto di pollo tagliato a listarelle e fate dorare a fuoco vivace, quindi aggiungete i funghi puliti e affettati sottilmente. Abbassate la fiamma e portate a cottura bagnando con qualche mestolino di brodo. Quasi a fine cottura unite le mandorle e condite con la salsa preparata.





Fino al 21 febbraio sono qui ad aspettarvi ;)