Verdure gratinate al forno per LIGHT & TASTY

 

13 aprile 2026
 
Eccoci di ritorno dopo le vacanze pasquali, pronte a riciclare tutto quello che è avanzato!

 
 

 
Questa ricetta in realtà serve in qualunque momento dell'anno, quando nel frigo stazionano verdure diverse che devono essere smaltite. Mescolatele come più vi piace e provate la besciamella light, è buonissima (la ricetta è presa da QUI)!
 
 

 
VERDURE GRATINATE AL FORNO CON BESCIAMELLA LIGHT
 
300 g di patate
300 g di broccolata (broccolo romanesco)
150 g di carote
1 cipolla rossa
1 manciata di parmigiano grattato
olio EVO, sale
 
per la besciamella
250 ml latte parzialmente scremato
25 g farina
2 g sale
pepe bianco q.b.
noce moscata q.b.

Versate circa metà del latte e la farina in un pentolino, fate stemperare a fiamma bassissima girando continuamente con la frusta a mano, fino ad ottenere un composto cremoso.  Scaldate il restante latte e versatelo un po’ alla volta nella crema ottenuta; fate cuocere per circa 10/15 minuti mescolando continuamente e comunque fino a quando il composto raggiunge una consistenza liscia e cremosa. Togliete dal fuoco e aggiungete sale, pepe e noce moscata. Coprite la besciamella con la pellicola a contatto. Lavate e sbucciate le patate e tagliatele a quadrotti; pelate e lavate le carote e tagliatele a tronchetti. Fate cuocere patate e carote in acqua bollente salata per circa 8 minuti. Pulite la broccolata, ricavate le cimette e mettete anche queste a cuocere con patate e carote e fate cuocere tutto ancora per 4-5 minuti. Scolate le verdure e unite la cipolla tagliata a dadini piccoli. Condite tutto con un filo d’olio. In una pirofila mettete un cucchiaio di besciamella poi disponete le verdure a strati, condendo con la besciamella e spolverando l’ultimo strato con il grana. Passate in forno a 180° per 15 minuti circa.


Torniamo il prossimo lunedì, buona settimana a tutti  😄

Le pentole di terracotta e la zuppa di pesce per L'ITALIA NEL PIATTO

 

2 aprile 2026  
 
L'uscita della rubrica L'ITALIA NEL PIATTO oggi è molto particolare perché è dedicata  a pentole, padelle e teglie, nonché attrezzi tradizionali: paioli, testi, tigelliere, ruoti, cuscussiere e via dicendo... E allora andiamo a curiosare nelle nostre cucine.

 
Per la Liguria vi presento le pentole di terracotta che, fino ad un passato abbastanza recente, venivano usate moltissimo soprattutto per preparare piatti a lunga cottura, come il nostro sugo di carne, il minestrone, la trippa o gli stufati. Adesso esistono pentole in diversi materiali che mantengono a lungo un calore uniforme, proprio come le pentole di terracotta: è facile trovarle e proporzionalmente costano meno. Un tempo diversi negozi del centro storico di Genova vendevano queste pentole, ma adesso solo pochi le tengono, e bisognerebbe andare ad Albissola, vicino Savona, dove vengono prodotte, per avere un'ampia scelta, o ordinarle in rete.
La lavorazione dell'argilla in Albissola è molto antica, infatti già in epoca Romana nel territorio vi erano fornaci che producevano mattoni ed anfore, utilizzate per il trasporto di vino, olio e cereali. Solo all'inizio del Quattrocento però ebbe inizio un vero e proprio artigianato della ceramica per produrre stoviglie, soprattutto piatti per abbellire la tavola delle ricche famiglie della Repubblica. Si realizzavano anche maioliche, cioè ceramiche decorate su smalto. Nel Cinquecento poi iniziò la produzione di piastrelle da rivestimento. Solo a metà Ottocento entrò in produzione  il pentolame da fuoco, prodotto esclusivamente dalle grandi fabbriche di ceramica. Qui si modellavano anche le statuine di Natale (soprattutto i pastori, detti macachi), venduti alle fiere di paese. Sempre in questo periodo la manifattura Poggi, in particolare, iniziò a produrre ceramica artistica e fecero la loro comparsa boccali, bicchieri, vasi, anfore e oggettistica. Con il Futurismo Albissola si riempì di artisti e ci fu un rinnovamento degli stili e dei colori usati. Tutt'oggi le ceramiche di Albissola sono il fiore all'occhiello del nostro artigianato, conosciuto in tutto il mondo.
 
 
immagini dal web

 
I formati di pentola più usati sono il tegame e la pignatta, li ho entrambi e li conservo gelosamente; non si possono mettere in lavapiatti e vanno lavati con sapone neutro e acqua tiepida; e si devono utilizzare posate in legno o in silicone per non rovinare il fondo. Ma tanta cura viene ripagata da cotture perfette!
 


 
La zuppa di pesce che ho preparato è quella tipica del Levante, nella quale si possono mettere anche totani, calamari e polipetti. Nel Ponente si prepara solo con il pesce.
 
 

 
ZUPPA DI PESCE DEL LEVANTE
 
1 kg di pesce, frutti di mare, crostacei (scorfano, nasello, pesce san pietro, muscoli, gamberi)
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaiata di concentrato di pomodoro
olio EVO di oliva taggiasca, sale
pane tostato
 
Fate aprire i muscoli, dopo averli spazzolati per bene, in una casseruola a fiamma bassa, scartate quelli che non si saranno aperti, toglietene dalle valve una metà circa e lasciate gli altri nella mezza valva. Conservate l’acqua che avranno rilasciato. Tritate cipolla, aglio e prezzemolo e fate colorire, quindi unite i pesci puliti, spinati, spellati e tagliati a pezzi. Mescolate bene e dopo qualche minuto aggiungete il concentrato sciolto in poca acqua tiepida (o nell’acqua dei muscoli filtrata). Quando saranno quasi cotti unite i gamberi sgusciati e i molluschi con e senza le valve. Terminate la cottura e regolate il sale. Servite con fette di pane tostato, strofinato a piacere con spicchi d’aglio.

I pesci impiegano circa 30 minuti e gamberi e muscoli 15 minuti per la cottura.

 


 
Torniamo il 2 maggio, nel frattempo ci potete trovare su FB e INSTAGRAM. Buona Pasqua a tutti! 
 

immagine dal web