Le pentole di terracotta e la zuppa di pesce per L'ITALIA NEL PIATTO

 

2 aprile 2026  
 
L'uscita della rubrica L'ITALIA NEL PIATTO oggi è molto particolare perché è dedicata  a pentole, padelle e teglie, nonché attrezzi tradizionali: paioli, testi, tigelliere, ruoti, cuscussiere e via dicendo... E allora andiamo a curiosare nelle nostre cucine.
 
Calabria: 

Sicilia: 

Sardegna: zippulas in scivedda



 
Per la Liguria vi presento le pentole di terracotta che, fino ad un passato abbastanza recente, venivano usate moltissimo soprattutto per preparare piatti a lunga cottura, come il nostro sugo di carne, il minestrone, la trippa o gli stufati. Adesso esistono pentole in diversi materiali che mantengono a lungo un calore uniforme, proprio come le pentole di terracotta: è facile trovarle e proporzionalmente costano meno. Un tempo diversi negozi del centro storico di Genova vendevano queste pentole, ma adesso solo pochi le tengono, e bisognerebbe andare ad Albissola, vicino Savona, dove vengono prodotte, per avere un'ampia scelta, o ordinarle in rete.
La lavorazione dell'argilla in Albissola è molto antica, infatti già in epoca Romana nel territorio vi erano fornaci che producevano mattoni ed anfore, utilizzate per il trasporto di vino, olio e cereali. Solo all'inizio del Quattrocento però ebbe inizio un vero e proprio artigianato della ceramica per produrre stoviglie, soprattutto piatti per abbellire la tavola delle ricche famiglie della Repubblica. Si realizzavano anche maioliche, cioè ceramiche decorate su smalto. Nel Cinquecento poi iniziò la produzione di piastrelle da rivestimento. Solo a metà Ottocento entrò in produzione  il pentolame da fuoco, prodotto esclusivamente dalle grandi fabbriche di ceramica. Qui si modellavano anche le statuine di Natale (soprattutto i pastori, detti macachi), venduti alle fiere di paese. Sempre in questo periodo la manifattura Poggi, in particolare, iniziò a produrre ceramica artistica e fecero la loro comparsa boccali, bicchieri, vasi, anfore e oggettistica. Con il Futurismo Albissola si riempì di artisti e ci fu un rinnovamento degli stili e dei colori usati. Tutt'oggi le ceramiche di Albissola sono il fiore all'occhiello del nostro artigianato, conosciuto in tutto il mondo.
 
 
immagini dal web

 
I formati di pentola più usati sono il tegame e la pignatta, li ho entrambi e li conservo gelosamente; non si possono mettere in lavapiatti e vanno lavati con sapone neutro e acqua tiepida; e si devono utilizzare posate in legno o in silicone per non rovinare il fondo. Ma tanta cura viene ripagata da cotture perfette!
 


 
La zuppa di pesce che ho preparato è quella tipica del Levante, nella quale si possono mettere anche totani, calamari e polipetti. Nel Ponente si prepara solo con il pesce.
 
 

 
ZUPPA DI PESCE DEL LEVANTE
 
1 kg di pesce, frutti di mare, crostacei (scorfano, nasello, pesce san pietro, muscoli, gamberi)
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaiata di concentrato di pomodoro
olio EVO di oliva taggiasca, sale
pane tostato
 
Fate aprire i muscoli, dopo averli spazzolati per bene, in una casseruola a fiamma bassa, scartate quelli che non si saranno aperti, toglietene dalle valve una metà circa e lasciate gli altri nella mezza valva. Conservate l’acqua che avranno rilasciato. Tritate cipolla, aglio e prezzemolo e fate colorire, quindi unite i pesci puliti, spinati, spellati e tagliati a pezzi. Mescolate bene e dopo qualche minuto aggiungete il concentrato sciolto in poca acqua tiepida (o nell’acqua dei muscoli filtrata). Quando saranno quasi cotti unite i gamberi sgusciati e i molluschi con e senza le valve. Terminate la cottura e regolate il sale. Servite con fette di pane tostato, strofinato a piacere con spicchi d’aglio.

I pesci impiegano circa 30 minuti e gamberi e muscoli 15 minuti per la cottura.

 


 
Torniamo il 2 maggio, nel frattempo ci potete trovare su FB e INSTAGRAM. Buona Pasqua a tutti! 
 

immagine dal web

Frittata di verdure al forno per LIGHT & TASTY

 

 
30 marzo 2026
 
Ciao a tutti, torna LIGHT & TASTY oggi dedicato alle uova.

 
 

 
Le uova sono simbolo di rinascita, ecco perchè ci siamo inventati quelle di cioccolato per festeggiare la Pasqua e le portiamo in tavola, sempre a Pasqua, anche NON di cioccolato, ma in qualche piatto dedicato al pranzo con le persone che amiamo.
Veramente la frittata la cucino tutto l'anno, sempre al forno e quasi sempre nella teglia rettangolare, perché metterla tra due fette di pane e gustarmela anche se sono a casa, è un piccolo regalo, la trovo buonissima!!!
 
 

 

 

FRITTATA AL FORNO CON SPINACI E PORRI

 

400 g di spinaci già puliti e lavati

2 porri

3 uova

100 ml di latte

1 manciata di parmigiano grattato

olio EVO, sale

Affettate la parte bianca dei porri e fate colorire nell'olio, quindi unite gli spinaci tagliati a listerelle e portate a cottura unendo poca acqua (o brodo vegetale). Regolate il sale. Spegnete e fate intiepidire. In una ciotola mescolate le uova battute con il parmigiano, il latte e un pizzico di sale. Aggiungete le verdure e fate amalgamare il tutto, poi versate in una pirofila rettangolare ricoperta di carta forno e fate cuocere a 180° per circa 20-25 minuti. La frittata deve essere dorata e gonfia. Servite tiepida o a temperatura ambiente a piacere.

 
Torneremo il 13 aprile, ci prendiamo una piccola vacanza, buona Pasqua a tutti!  
 
 
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