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Involtini primavera per LIGHT & TASTY

 

1 giugno 2026

Oggi per l'uscita di LIGHT & TASTY vi proponiamo finger food estivi!
 
 
 

 
Quando sono stata in Indocina a ottobre scorso, di questi involtini primavera ne ho fatto scorpacciate, praticamente arrivavano in tavola tutti i giorni, con ripieni e salsine diversi, ma sempre molto gradevoli, e quindi ho voluto proporli come delizioso finger food per la stagione estiva. Alle verdure, che sono immancabili, si possono aggiungere pezzettini di pollo o gamberi.
 
 

 
INVOLTINI PRIMAVERA CON SALSA ALLO ZENZERO
 
2 rotoli di pasta brisée o 12 fogli di pasta per involtini primavera
2 cipollotti
100 g di carote
100 g di zucchine
100 g di germogli di soia
salsa di soia
1 pezzetto di zenzero fresco
qualche stelo di prezzemolo
1 pezzetto di peperoncino fresco
olio EVO
 
Per la salsa: emulsionate in una ciotolina 4 cucchiai di salsa di soia con 2 cucchiai di olio, 1/2 cucchiaino di zenzero grattugiato, prezzemolo tritato e qualche rondella di peperoncino. Fate riposare. Pulite cipollotti, carote e zucchine e tagliateli a julienne, poi saltate tutto con i germogli di soia in uno wok con un filo d’olio. Se usate la brisée tiratela sottile con il matterello e tagliate dei quadrati. Riempite ogni quadrato con le verdure e chiudete a fagottino. Disponete i fagottini (ne verranno circa 12) sulla placca foderata di carta forno e fate cuocere a 180° finché saranno ben dorati (20 min ca). Servite a temperatura ambiente con la salsa.
 
 

 
Torniamo lunedì prossimo, buona settimana tutti!

Il baccalà del "santo" per LIGHT & TASTY

 

 
4 maggio 2026

Ciao a tutti, oggi le nostre ricette di LIGHT & TASTY sono dedicate alla festa della mamma, che ricorre domenica 10 maggio!

Catia: rose di pane   
 
 
 
 
Per la mia mamma era meglio preparare cose salate, non che i dolci non le piacessero, ma la coccola erano una pasta o un secondo. E la scelta di questo baccalà le sarebbe stata estremamente gradita per due ragioni, una perché adorava il baccalà in qualunque modo fosse cucinato, anche semplicemente bollito e condito con olio e limone e poi perché questa ricetta l'ho trovata sul "Messaggero di Sant'Antonio", il giornale della Basilica di Padova a cui era abbonata. Del resto Sant'Antonio era il suo "santo", quello a cui chiedere il possibile e l'impossibile. E se io quasi ogni anno, da quando è mancata, vado a Padova, è perché so che in qualche modo in Basilica, lei è con me. Buona festa mamma, ovunque tu sia 💖
 
 
nel 2000 in Quebec

 

 
BACCALA’ DEL SANTO
 
800 g di baccalà già dissalato
500 ml di latte
4 acciughe sottolio
1 cipolla piccola
1 spicchio aglio
3 cucchiai prezzemolo
olio, sale
farina bianca q.b.
per la cottura iniziale
1 cipolla
2 gambe di sedano
4 foglie di alloro
1 bicchiere di vino bianco
 
In una pentola portate a bollore circa 2 litri di acqua assieme alle verdure, ben pulite e a pezzetti, e al vino e cuocete per 10 minuti. Poi immergete il baccalà intero o a pezzi grossi, lasciate che riprenda il bollore e spegnete il fuoco. Dopo 10 minuti scolate il pesce, pulitelo e infarinatelo. Fatelo rosolare in un tegame con olio, quindi abbassate la fiamma e unite le acciughe, lo spicchio d’aglio schiacciato, la cipolla tritata. Coprite con il latte leggermente intiepidito e fate cuocere con il coperchio, controllando che il pesce non si attacchi sul fondo e mescolando delicatamente ogni tanto. Aggiungete eventualmente latte se necessario. Cuocete circa 45 minuti finché il baccalà risulterà tenero. A fine cottura il sughetto dovrà essere cremoso. Regolate il sale, cospargete con prezzemolo tritato e servite.
 
 
Ci vediamo lunedì prossimo, un'abbraccio a tutti!

Le pentole di terracotta e la zuppa di pesce per L'ITALIA NEL PIATTO

 

2 aprile 2026  
 
L'uscita della rubrica L'ITALIA NEL PIATTO oggi è molto particolare perché è dedicata  a pentole, padelle e teglie, nonché attrezzi tradizionali: paioli, testi, tigelliere, ruoti, cuscussiere e via dicendo... E allora andiamo a curiosare nelle nostre cucine.

 
Per la Liguria vi presento le pentole di terracotta che, fino ad un passato abbastanza recente, venivano usate moltissimo soprattutto per preparare piatti a lunga cottura, come il nostro sugo di carne, il minestrone, la trippa o gli stufati. Adesso esistono pentole in diversi materiali che mantengono a lungo un calore uniforme, proprio come le pentole di terracotta: è facile trovarle e proporzionalmente costano meno. Un tempo diversi negozi del centro storico di Genova vendevano queste pentole, ma adesso solo pochi le tengono, e bisognerebbe andare ad Albissola, vicino Savona, dove vengono prodotte, per avere un'ampia scelta, o ordinarle in rete.
La lavorazione dell'argilla in Albissola è molto antica, infatti già in epoca Romana nel territorio vi erano fornaci che producevano mattoni ed anfore, utilizzate per il trasporto di vino, olio e cereali. Solo all'inizio del Quattrocento però ebbe inizio un vero e proprio artigianato della ceramica per produrre stoviglie, soprattutto piatti per abbellire la tavola delle ricche famiglie della Repubblica. Si realizzavano anche maioliche, cioè ceramiche decorate su smalto. Nel Cinquecento poi iniziò la produzione di piastrelle da rivestimento. Solo a metà Ottocento entrò in produzione  il pentolame da fuoco, prodotto esclusivamente dalle grandi fabbriche di ceramica. Qui si modellavano anche le statuine di Natale (soprattutto i pastori, detti macachi), venduti alle fiere di paese. Sempre in questo periodo la manifattura Poggi, in particolare, iniziò a produrre ceramica artistica e fecero la loro comparsa boccali, bicchieri, vasi, anfore e oggettistica. Con il Futurismo Albissola si riempì di artisti e ci fu un rinnovamento degli stili e dei colori usati. Tutt'oggi le ceramiche di Albissola sono il fiore all'occhiello del nostro artigianato, conosciuto in tutto il mondo.
 
 
immagini dal web

 
I formati di pentola più usati sono il tegame e la pignatta, li ho entrambi e li conservo gelosamente; non si possono mettere in lavapiatti e vanno lavati con sapone neutro e acqua tiepida; e si devono utilizzare posate in legno o in silicone per non rovinare il fondo. Ma tanta cura viene ripagata da cotture perfette!
 


 
La zuppa di pesce che ho preparato è quella tipica del Levante, nella quale si possono mettere anche totani, calamari e polipetti. Nel Ponente si prepara solo con il pesce.
 
 

 
ZUPPA DI PESCE DEL LEVANTE
 
1 kg di pesce, frutti di mare, crostacei (scorfano, nasello, pesce san pietro, muscoli, gamberi)
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaiata di concentrato di pomodoro
olio EVO di oliva taggiasca, sale
pane tostato
 
Fate aprire i muscoli, dopo averli spazzolati per bene, in una casseruola a fiamma bassa, scartate quelli che non si saranno aperti, toglietene dalle valve una metà circa e lasciate gli altri nella mezza valva. Conservate l’acqua che avranno rilasciato. Tritate cipolla, aglio e prezzemolo e fate colorire, quindi unite i pesci puliti, spinati, spellati e tagliati a pezzi. Mescolate bene e dopo qualche minuto aggiungete il concentrato sciolto in poca acqua tiepida (o nell’acqua dei muscoli filtrata). Quando saranno quasi cotti unite i gamberi sgusciati e i molluschi con e senza le valve. Terminate la cottura e regolate il sale. Servite con fette di pane tostato, strofinato a piacere con spicchi d’aglio.

I pesci impiegano circa 30 minuti e gamberi e muscoli 15 minuti per la cottura.

 


 
Torniamo il 2 maggio, nel frattempo ci potete trovare su FB e INSTAGRAM. Buona Pasqua a tutti! 
 

immagine dal web