Visualizzazione post con etichetta concentrato di pomodoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta concentrato di pomodoro. Mostra tutti i post

Foglie d'ulivo al sugo per "La pasta è magia"

 

16 aprile 2026

Buongiorno a tutti, torna il nostro appuntamento con La pasta è magia ed ecco cosa vi proponiamo.

 
 

 
Oggi vi presento le foglie d'ulivo, una pasta secca tipica del ponente ligure: è una pasta verde, confezionata con farina, semola e spinaci, che ricorda nella forma le foglie dell'ulivo. Qui in Liguria si vende dappertutto, anche nei supermercati, ma in altre regioni non credo si trovi. Potete sostituirla con qualunque altra pasta verde, ottimi i maltagliati freschi. Il sugo che ho preparato è un saluto all'inverno con gli ultimi carciofi e un benvenuto alla primavera con i piselli freschi.
 
 

 
FOGLIE D’ULIVO AL SUGO DI CARCIOFI E PISELLI
 
3 carciofi
100 g di piselli già sgranati
1 cipollotto bianco fresco
100 g di prosciutto crudo
4-5 pomodorini secchi
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
100 g di parmigiano grattato
vino bianco q.b.
olio EVO, sale grosso e fino, pepe bianco in grani
 
Pulite i carciofi, tagliandoli poi a spicchi sottili che metterete in acqua acidulata con limone per non farli annerire. Pulite il cipollotto e affettatelo sottile, fatelo imbiondire leggermente con un paio di cucchiai di olio, quindi unite i carciofi ben scolati e i piselli e rosolate il tutto; bagnate con vino bianco e quando sarà evaporato aggiungete il concentrato sciolto in poca acqua tiepida, i pomodorini secchi tritati grossolanamente e il prosciutto a listerelle. Mescolate bene e portate a cottura a fiamma bassa, unendo acqua se necessario. Regolate il sale alla fine e pepate a piacere. Fate lessare le foglie d’ulivo in abbondante acqua salata, scolatele e fatele saltare nel sugo. Servite con una spolverata di parmigiano.
 
 

 
 Ci rivediamo il 16 maggio, un abbraccio a tutti!

Le pentole di terracotta e la zuppa di pesce per L'ITALIA NEL PIATTO

 

2 aprile 2026  
 
L'uscita della rubrica L'ITALIA NEL PIATTO oggi è molto particolare perché è dedicata  a pentole, padelle e teglie, nonché attrezzi tradizionali: paioli, testi, tigelliere, ruoti, cuscussiere e via dicendo... E allora andiamo a curiosare nelle nostre cucine.

 
Per la Liguria vi presento le pentole di terracotta che, fino ad un passato abbastanza recente, venivano usate moltissimo soprattutto per preparare piatti a lunga cottura, come il nostro sugo di carne, il minestrone, la trippa o gli stufati. Adesso esistono pentole in diversi materiali che mantengono a lungo un calore uniforme, proprio come le pentole di terracotta: è facile trovarle e proporzionalmente costano meno. Un tempo diversi negozi del centro storico di Genova vendevano queste pentole, ma adesso solo pochi le tengono, e bisognerebbe andare ad Albissola, vicino Savona, dove vengono prodotte, per avere un'ampia scelta, o ordinarle in rete.
La lavorazione dell'argilla in Albissola è molto antica, infatti già in epoca Romana nel territorio vi erano fornaci che producevano mattoni ed anfore, utilizzate per il trasporto di vino, olio e cereali. Solo all'inizio del Quattrocento però ebbe inizio un vero e proprio artigianato della ceramica per produrre stoviglie, soprattutto piatti per abbellire la tavola delle ricche famiglie della Repubblica. Si realizzavano anche maioliche, cioè ceramiche decorate su smalto. Nel Cinquecento poi iniziò la produzione di piastrelle da rivestimento. Solo a metà Ottocento entrò in produzione  il pentolame da fuoco, prodotto esclusivamente dalle grandi fabbriche di ceramica. Qui si modellavano anche le statuine di Natale (soprattutto i pastori, detti macachi), venduti alle fiere di paese. Sempre in questo periodo la manifattura Poggi, in particolare, iniziò a produrre ceramica artistica e fecero la loro comparsa boccali, bicchieri, vasi, anfore e oggettistica. Con il Futurismo Albissola si riempì di artisti e ci fu un rinnovamento degli stili e dei colori usati. Tutt'oggi le ceramiche di Albissola sono il fiore all'occhiello del nostro artigianato, conosciuto in tutto il mondo.
 
 
immagini dal web

 
I formati di pentola più usati sono il tegame e la pignatta, li ho entrambi e li conservo gelosamente; non si possono mettere in lavapiatti e vanno lavati con sapone neutro e acqua tiepida; e si devono utilizzare posate in legno o in silicone per non rovinare il fondo. Ma tanta cura viene ripagata da cotture perfette!
 


 
La zuppa di pesce che ho preparato è quella tipica del Levante, nella quale si possono mettere anche totani, calamari e polipetti. Nel Ponente si prepara solo con il pesce.
 
 

 
ZUPPA DI PESCE DEL LEVANTE
 
1 kg di pesce, frutti di mare, crostacei (scorfano, nasello, pesce san pietro, muscoli, gamberi)
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaiata di concentrato di pomodoro
olio EVO di oliva taggiasca, sale
pane tostato
 
Fate aprire i muscoli, dopo averli spazzolati per bene, in una casseruola a fiamma bassa, scartate quelli che non si saranno aperti, toglietene dalle valve una metà circa e lasciate gli altri nella mezza valva. Conservate l’acqua che avranno rilasciato. Tritate cipolla, aglio e prezzemolo e fate colorire, quindi unite i pesci puliti, spinati, spellati e tagliati a pezzi. Mescolate bene e dopo qualche minuto aggiungete il concentrato sciolto in poca acqua tiepida (o nell’acqua dei muscoli filtrata). Quando saranno quasi cotti unite i gamberi sgusciati e i molluschi con e senza le valve. Terminate la cottura e regolate il sale. Servite con fette di pane tostato, strofinato a piacere con spicchi d’aglio.

I pesci impiegano circa 30 minuti e gamberi e muscoli 15 minuti per la cottura.

 


 
Torniamo il 2 maggio, nel frattempo ci potete trovare su FB e INSTAGRAM. Buona Pasqua a tutti! 
 

immagine dal web