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Minestra di riso e verze per L'ITALIA NEL PIATTO

 
 
 
2 novembre 2025

Torna L'ITALIA NEL PIATTO oggi dedicato alle ricette del cavolo, cioè alle ricette regionali che utilizzano qualunque tipo di cavolo, appunto 😁
 
Liguria: minestra di riso e verze 

Lombardia: cassoeula o bottaggio alla milanese, ricetta della tradizione 

Trentino-Alto Adige: lucaniche di verza o "luganeghe de verza"

Veneto: verze sofegae

Friuli Venezia Giulia: cavolo cappuccio e salsicce in tegame
Emilia-Romagna: risotto con costine di maiale e verza

Toscana: zuppa frantoiana

Umbria: crostini di cavolfiore e tartufo

Lazio: spaghetti con broccoli e guanciale

Abruzzo: zuppa di verza, patate e fagioli, con sagne a pezza

Molise: broccoli del convito

Campania: riso e verza

Puglia: orecchiette con cavoli e alici

Basilicata: minestra di verza lucana con fagioli e cotica di maiale

Calabria:  minestra di cavolo cappuccio e fagioli rossi alla calabrese 

Sicilia:  ghiotta di cavolfiore 

Sardegna: fregola tostata con crema di cavolfiore, alici e mandorle

 

 
In Liguria le verze si usano in molte ricette, sia di primi che di secondi. E questa minestra è una di quelle preparazioni che cambia nelle famiglie a seconda del gusto personale. C'è chi aggiunge le patate e/o le cipolle, chi sostituisce il pecorino al parmigiano, chi omette il pepe. Questa è la ricetta tradizionale, tanto semplice quanto gustosa!

 
 
 
MINESTRA DI RISO E VERZE
 
500 g di riso
500 g di verze bianche
1 l di brodo di carne
noce moscata, chiodi di garofano q.b.
parmigiano grattato
pepe nero in grani
 
Insaporite il brodo con la noce moscata e i chiodi di garofano in polvere, portate a ebollizione e lessate il riso. A metà cottura unite le verze, pulite, lavate e tagliate grossolanamente. A cottura ultimata regolate il sale e servite con abbondante parmigiano grattato e una macinata di pepe.

 


 

Come sempre torneremo il 2 dicembre, se volete nell'attesa potete seguirci su FB e INSTAGRAM. Buon proseguimento! 

Fettuccine di mais al ragù di maiale e verze




6 novembre 2014

Ciao a tutti, sono in uno stato pressocché catatonico, sto facendo lezione tutti i giorni, mia mamma si è messa d'impegno per richiedere attenzione, devo mandare avanti mille cose e quindi non so neanche cosa possa essere successo nella nuova casa. L'ultima volta che ci sono stata, domenica mattina, era così




Mi sembra una tragedia, ma visto che è passata per questo stadio




qualche miglioramento c'è stato!

E' che vorrei vedere la ricostruzione, ma siamo ancora lontani :(

Vi posto una ricetta, una pasta molto gradevole che sa di autunno e che perciò è giusta giusta per il contest di MICHELA e ALEX


 


FETTUCCINE DI MAIS AL RAGU' DI MAIALE E VERZE

100 g di farina 00
100 g di fioretto di mais
100 g di semola
3 uova
400 g di lonza di maiale tritata
700 g di verza
50 g di sedano
50 g di carota
50 g di cipolla
½ bicchiere di vino rosso
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
30 g di burro
1 cucchiaio di semi di finocchietto
brodo vegetale
2 cucchiai d'olio
sale, pepe

Lavorate le farine e la semola con le uova fino ad avere un impasto morbido ed elastico. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare. Pulite la verza, lavate le foglie e tagliate le coste più spesse. Scottatele per 5 minuti in acqua bollente salata, quindi scolatele e riducetele a striscioline. Pulite e tritate grossolanamente sedano, carota e cipolla e fateli rosolare in olio e burro, unite la carne e quando si sarà colorita, bagnate con il vino e fatelo evaporare. Aggiungete il concentrato diluito in circa 500 ml di brodo caldo, i semi di finocchietto, sale e pepe, coprite con il coperchio e fate cuocere per circa 40 minuti. Unite anche la verza e proseguite la cottura per altri 20 minuti, unendo brodo se necessario. Il sugo dovrà essere denso. Preparate le tfettuccine, lasciandole abbastanza spesse, lessatele in abbondante acqua salata, quindi scolatele e conditele con il sugo, servite subito.
 



Ora penso che me ne andrò a dormire, magari le cose domani mi sembreranno migliori! Bacissimi.
 

LIGHT & TASTY: cucina in verde!




20 ottobre 2014

Buongiorno a tutti, eccoci con l'appuntamento di LIGHT & TASTY, che come sapete fino a fine mese è colorato di verde, il primo dei cinque colori della salute che abbiamo scelto come filo conduttore della nostra rubrica. 




Ecco le nostre proposte di oggi

Cinzia: insalata di spinacino, noci e caprino 

Elena: crema di zucchine allo yogurt 

Eva: risotto con uva 

Tania: coste con patate in umido 

Yrma: farifrittata di ceci con zucchine


Qui da me c'è una torta salata, molto appetitosa!




TORTA DI SCAROLA VERZA E SPINACI

250 g di pasta brisée
1 verza piccola
500 g di spinaci
1 scarola
100 g di cipolla giarratana
100 g di yogurt intero
1 manciata di parmigiano
1 uovo
qualche rametto di maggiorana
sale, olio

Pulite verza, spinaci e scarola e tagliateli a listerelle; affettate sottilmente la cipolla quindi fate saltare tutto con qualche cucchiaio d'olio. Se necessario aggiungete un po' d'acqua e proseguite la cottura finché le verdure non saranno diventate morbide. Fate intiepidire, quindi unite a ricotta, parmigiano, uovo, maggiorana e mescolate bene. Regolate il sale. Stendete la pasta in una tortiera rivestita di carta forno e riempitela con il composto preparato. Fate cuocere a 180° per 30-35 minuti.





Buon proseguimento, ci risentiamo stasera :)
  

La jota slovena per l'Abbecedario Culinario

10 ottobre 2013

Ciao cari amici, stasera viaggiamo sull'onda della memoria perché la ricetta che ho preparato è una zuppa slovena, che partecipa all'ABBECEDARIO CULINARIO D'EUROPA  ospitato da CRISTINA fino al 27 ottobre.


 



Sono stata in Slovenia quando faceva ancora parte della Yugoslavia, avevo 14 anni ed ero in vacanza con i miei genitori. Abbiamo viaggiato in auto nelle regioni che ora sono la Slovenia e la Croazia. Forse era un paese povero, stretto nella morsa di un governo dittatoriale, ma era accogliente e molto bello: l'Istria con i suoi litorali, Portorose e Pola con la sua arena, Rovinj e Fiume e Lubiana con il suo castello, Spalato e Dubrovnik e Hvar, l'isola del sole... non ho un ricordo continuo di tutte le cose che ho fatto e visto, ma a "quadri", come se vedessi tante cartoline! Mi era capitato di sentire in un grande magazzino una canzone carina e orecchiabile e con papà ero andata a cercare il 45 giri che poi avevo passato e ripassato sul mangiadischi, ancora adesso saprei canticchiarla! Spesso alloggiavamo in case private e la gentilezza e l'affabilità delle persone sono vive anche dopo tanto tempo. Circa dieci anni dopo ci sono tornata, di ritorno dalla Grecia, e sono passata a Mostar, ricordo bene il suo antichissimo ponte a schiena d'asino, prima di arrivare di nuovo sulle coste e di ripercorrere un cammino già fatto. Era ancora Yugoslavia, ancora la furia della guerra non era passata... Mi piacerebbe tornare, ancora una volta, ora: probabilmente non riconoscerei che poche cose, sopravvissute o ricostruite, forse rimarrò delusa, forse sarò costretta a pensare, forse sorriderò di speranza e di ottimismo, comunque è uno dei viaggi che vorrei fare, con la mia amica Patrizia lo diciamo spesso, chissà, prima o poi....


JOTA 

500 g di cavolo verza
150 g di fagioli borlotti secchi
300 g di patate
1 cipolla
100 g di bacon (o maiale affumicato)
50 g di lardo
2 cucchiai d'olio
30 g di farina
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 spicchi d'aglio
1 foglia d'alloro
prezzemolo
sale, pepe nero in grani

Mettete a bagno i fagioli per 12 ore. Scolateli e metteteli a cuocere. Tagliate i crauti a listerelle e mettete a cuocere con acqua, il bacon tritato, il concentrato, l'alloro, qualche grano di pepe e sale. Aggiungete anche le patate pelate e tagliate a tocchetti. Portate a bollore e fate cuocere per circa 1 ora. A metà cottura aggiungete i fagioli scolati della loro acqua. Affettate sottilmente la cipolla e stufatela in un padellino con olio e acqua. Quando sarà morbida, unite il lardo tritato, la farina e l'aglio schiacciato. Fate tostare velocemente poi unite un po' d'acqua di cottura della jota, mescolate un attimo, quindi spegnete. Unite questo intingolo alla zuppa 10 minuti prima del termine di cottura. Passate al mixer, ma lasciando comunque dei pezzi di verdure interi. Servite ben caldo con un giro d'olio a crudo.





Ho mangiato questa zuppa a casa della mia amica Grazia, che è di origini istriane e ha abitato a lungo in Friuli, dove ancora oggi si cucina. Qui sotto c'è la sua interpretazione!




Come vedete nelle foto ho usato ancora il mio set autunnale, per il quale devo ringraziare LUCA e MONICA.

Passo da voi, buona serata e un grande abbraccio a tutti!