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La jota slovena per l'Abbecedario Culinario

10 ottobre 2013

Ciao cari amici, stasera viaggiamo sull'onda della memoria perché la ricetta che ho preparato è una zuppa slovena, che partecipa all'ABBECEDARIO CULINARIO D'EUROPA  ospitato da CRISTINA fino al 27 ottobre.


 



Sono stata in Slovenia quando faceva ancora parte della Yugoslavia, avevo 14 anni ed ero in vacanza con i miei genitori. Abbiamo viaggiato in auto nelle regioni che ora sono la Slovenia e la Croazia. Forse era un paese povero, stretto nella morsa di un governo dittatoriale, ma era accogliente e molto bello: l'Istria con i suoi litorali, Portorose e Pola con la sua arena, Rovinj e Fiume e Lubiana con il suo castello, Spalato e Dubrovnik e Hvar, l'isola del sole... non ho un ricordo continuo di tutte le cose che ho fatto e visto, ma a "quadri", come se vedessi tante cartoline! Mi era capitato di sentire in un grande magazzino una canzone carina e orecchiabile e con papà ero andata a cercare il 45 giri che poi avevo passato e ripassato sul mangiadischi, ancora adesso saprei canticchiarla! Spesso alloggiavamo in case private e la gentilezza e l'affabilità delle persone sono vive anche dopo tanto tempo. Circa dieci anni dopo ci sono tornata, di ritorno dalla Grecia, e sono passata a Mostar, ricordo bene il suo antichissimo ponte a schiena d'asino, prima di arrivare di nuovo sulle coste e di ripercorrere un cammino già fatto. Era ancora Yugoslavia, ancora la furia della guerra non era passata... Mi piacerebbe tornare, ancora una volta, ora: probabilmente non riconoscerei che poche cose, sopravvissute o ricostruite, forse rimarrò delusa, forse sarò costretta a pensare, forse sorriderò di speranza e di ottimismo, comunque è uno dei viaggi che vorrei fare, con la mia amica Patrizia lo diciamo spesso, chissà, prima o poi....


JOTA 

500 g di cavolo verza
150 g di fagioli borlotti secchi
300 g di patate
1 cipolla
100 g di bacon (o maiale affumicato)
50 g di lardo
2 cucchiai d'olio
30 g di farina
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 spicchi d'aglio
1 foglia d'alloro
prezzemolo
sale, pepe nero in grani

Mettete a bagno i fagioli per 12 ore. Scolateli e metteteli a cuocere. Tagliate i crauti a listerelle e mettete a cuocere con acqua, il bacon tritato, il concentrato, l'alloro, qualche grano di pepe e sale. Aggiungete anche le patate pelate e tagliate a tocchetti. Portate a bollore e fate cuocere per circa 1 ora. A metà cottura aggiungete i fagioli scolati della loro acqua. Affettate sottilmente la cipolla e stufatela in un padellino con olio e acqua. Quando sarà morbida, unite il lardo tritato, la farina e l'aglio schiacciato. Fate tostare velocemente poi unite un po' d'acqua di cottura della jota, mescolate un attimo, quindi spegnete. Unite questo intingolo alla zuppa 10 minuti prima del termine di cottura. Passate al mixer, ma lasciando comunque dei pezzi di verdure interi. Servite ben caldo con un giro d'olio a crudo.





Ho mangiato questa zuppa a casa della mia amica Grazia, che è di origini istriane e ha abitato a lungo in Friuli, dove ancora oggi si cucina. Qui sotto c'è la sua interpretazione!




Come vedete nelle foto ho usato ancora il mio set autunnale, per il quale devo ringraziare LUCA e MONICA.

Passo da voi, buona serata e un grande abbraccio a tutti!