20 novembre 2013
Ciao cari amici, oggi torniamo con l'appuntamento dell'ITALIA NEL PIATTO e con i piatti a lunga cottura.
Ecco le nostre proposte
Qui da me c'è il minestrone. Non è stato facile trovare un piatto a lunga cottura, nella nostra tradizione non ci sono carni da stracuocere o stufati da brasare e forse vogliamo risparmiare anche sul gas, noi notoriamente con il braccino corto ;)
Una delle poche cose che cuociamo abbastanza a lungo è il minestrone e quindi eccovelo qui. E' un piatto per tutto l'anno dove le verdure cambiano a seconda dei prodotti del mercato, quello che resta è il pesto, sempre presente.
MINESTRONE- MENESTRON CO-O PESTO
2
carote
2
zucchine
1
manciata di fagiolini
2
cipolle piccole
1
pezzo di porro
2
patate
1
gamba di sedano
1
mazzetto di cavolo nero
1
mazzetto di erbette
1
fettina di zucca
½
broccolata
¼
di cavolo verza
2
piccoli porcini freschi
sale
100
g di pesto
200
g di gancetti
Pulite
tutte le verdure e mettetele a cuocere in acqua bollente salata.
Cuocete per circa 1 ora e 30 minuti. Aggiungete la pasta e portate a
cottura, quindi unite il pesto, mescolate e servite.
La ricetta del pesto la trovate QUI.
Vorrei approfittare di questa rubrica per parlarvi di una bella usanza ligure: quella dei Cristi delle Casacce. Le Casacce sono le confraternite della Liguria e di Genova in particolare. Nate nel 1232 per far rivivere la Passione di Cristo, hanno anche introdotto e consolidato nel corso dei secoli la tradizione del cristante, cioè di colui che porta il crocifisso durante le processioni a cui la confraternita partecipa. Durante le processioni i confratelli si dispongono in un
ordine ben stabilito: nella parte più avanzata dovranno stare coloro
che portano stendardi e gonfaloni, immediatamente dopo i portatori dei Cristi, quindi gli stramôôi, cioè coloro impegnati a cambiare il crocifisso, e dietro i camalli,
con il compito di darsi il cambio per portare la croce, dopodiché seguono gli altri membri della confraternita, Priore, segretario, tesoriere e consiglieri.
L'abbigliamento di un confratello durante le
processioni è costituito da indumenti caratteristici: la cappa di diverso colore chiusa dal cordone, su cui può portare un mantello detto tabarino e il boffa, cioè il cappuccio. Se il confratello è un cristante indosserà anche il crocco, l'imbragatura di cuoio dotata di un bicchiere nel quale va inserita la croce. I crocefissi pesano da 30 a oltre 110 kg. Portarli non è solo questione di forza ma anche di equilibrio, di sacrificio e di devozione. Pratica usuale,
soprattutto nel Genovesato, è quella di far "ballare" i Cristi al termine
delle processioni al suono della banda. Questo ballo, fatto dai
cristanti più abili di solito con il crocifisso più grande della
confraternita, consiste nel girare in tondo e far oscillare il
crocifisso a tempo di musica ed è grande prova di abilità, forza ed
equilibrio da parte del cristante.
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| I Cristi della parrocchia di Murta |
Mando questa ricetta a CINZIA e VALENTINA per il loro contest: i toni del rustico.
Nel mese di dicembre c'è doppio appuntamento con la rubrica: ci vedremo il 10 e il 20 del mese! A presto cari amici, vi aspettiamo.