L'ITALIA NEL PIATTO: le verdure invernali




19 febbraio 2016

Buongiorno a tutti, eccomi ancora per L'ITALIA NEL PIATTO e le verdure invernali. Quest'oggi però pubblico una ricetta della tradizione romanesca, che viene dritta dritta dalla cucina di nonna Maria. I miei cugini ed io non facevamo storie per mangiare e anche le verdure non erano un problema. La bietina al pomodoro mi è sempre piaciuta, anche se per noi piccoli veniva preparata senza peperoncino e con un vago profumo di aglio. Spesso quando si faceva tardi e nonna non sapeva bene cosa mettere in tavola trasformava questa bietina in una morbida frittata: allora sì che era una festa!





BIETINA AL POMODORO

500 g di bietoline già pulite e lessate
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
100 g di pomodori ciliegini
olio, sale
vino bianco secco


Fate soffriggere, in qualche cucchiaio d'olio, lo spicchio d'aglio schiacciato e il peperoncino, poi unite i pomodorini spellati, un pizzico di sale, poco vino, coprite e fate cuocere 5-10 minuti. Strizzate bene le bietoline e aggiungetele al sugo, facendo insaporire qualche minuto. Servite subito.




Ricordate che potete partecipare alla rubrica anche voi con  le vostre ricette regionali. QUI trovate tutte le indicazioni utili.




A presto e buona giornata :)

Zuppa di pollo, mais e vermicelli e Pechino




17 febbraio 2016

Il viaggio continua e finalmente arriviamo nella capitale!


Pechino (Beijing, che in cinese vuol dire "capitale del nord"), la città dell'ordine, dell'equilibrio e dell'armonia, è formata in realtà da quattro città, una interna all'altra, separate da mura che coprivano una lunghezza di 67 km. A nord si trova la Città Tartara, dove risiedevano i Manciù, i cui soldati presidiavano le difese della città. All'interno è la Città Imperiale, dove abitavano i funzionari impegnati con la Corte. Al centro della Città Imperiale è collocata la Città Proibita, dove risiedeva l'Imperatore con la sua Corte. A sud  infine sta la Città Cinese dove viveva la popolazione a cui era proibito l'accesso alle altre tre. 
Ancora oggi nelle sue strutture e con la magnificenza dei suoi palazzi Pechino è come la volle l'imperatore Young Lo, vissuto 500 anni fa. E nonostante sia stata messa a ferro e fuoco dalle truppe anglo-francesi nel 1860 e sia stata teatro della rivolta dei Boxer contro le legazioni straniere nel 1900, a parte qualche aspetto contraddittorio, appare inconfondibile e straordinaria.


20 agosto 1997

Ci svegliamo immersi in una nebbiolina leggera, se non fosse per l'afa sembrerebbe novembre: lo smog colpisce inesorabile. Andiamo alla Grande Muraglia o Muraglia dei diecimila li, alla quale si accede dal passo di Badaling. C'è un fiume di turisti: nella nebbia in cui sfuma il profilo della muraglia, essa viene resa visibile dagli abiti delle persone che la riempiono tutta. Se è vero che i cinesi sono quasi due miliardi, è anche vero che un miliardo è qui! Poesia poca: un gran vociare e un grande sgomitare. Mi affaccio dopo essere salita un pezzetto: come un serpente di pietra, la muraglia sale e scende seguendo le ondulazioni del terreno in uno scenario montuoso che appare magnifico anche se così poco netto.

Meglio è per un uomo morire combattendo:
ma uno come può reggere il peso degli oppressi
mentre aiuta a costruire la Grande Muraglia?
La Grande Muraglia è senza fine, corre per tremila li, sulla terra.
(Li Po)

In effetti quante vite umane sarà costato costruire questo muro? Nessuno di coloro che ha dato la vita perché l'impero celeste avesse il suo imponente scudo di pietra, poteva immaginare che un dio pietoso avrebbe fatto in modo che questa fosse l'unica opera umana visibile dalla luna.


immagini dal web


Lo so, lo so che non è affatto vero che la Grande Muraglia sia visibile dalla luna, ma non è bello crederlo? perché che i poveri cinesi siano morti come le mosche per costruirla, purtroppo è vero... 


La nostra gita prosegue verso la grande vallata delle tombe degli imperatori Ming. Tredici imperatori della dinastia Ming (1361-1644) sono sepolti con le loro mogli e concubine in questa vallata circondata dai monti Tien-Show. Le tombe si confondono col paesaggio, sparpagliate nella vallata. Vi si accede per la "Via delle Anime" che si snoda per 7 km da un porticato in marmo bianco a cinque arcate. Lungo la via si ergono grandi statue di pietra: leoni, unicorni, cammelli, cavalli, mandarini. L'unica tomba visitabile è quella dell'Imperatore Wang Li, morto nel 1620: è un ipogeo senza decorazioni con tre troni, delle giare e dei bauli.




Ultima tappa della giornata è il Palazzo d'Estate o Giardino della Coltivata Armonia. Fu costruito dall'Imperatore Qianlong a partire dal 1750 e poi restaurato dall'Imperatrice vedova Cixi, dopo l'invasione anglo-francese e la rivolta dei Boxer che lo danneggiarono. Il restauro fu fatto grazie al dirottamento di fondi pubblici destinati alla flotta imperiale... la sapeva lunga l'Imperatrice! Entriamo attraverso la Porta Orientale e ci arrampichiamo fino al Tempio delle Virtù Buddiste, proprio al culmine della Collina della Longevità. Da qui scendiamo, attraverso una serie di gallerie coperte e passando per il Palazzo delle Nuvole Ordinate, fino alla Galleria dell'Amore, decorata con scene della mitologia cinese. Si dice che se una coppia l'avesse percorsa tutta chiacchierando, poteva poi decidere se fidanzarsi. La galleria costeggia il lago Kunming, su cui sembra galleggiare, fino ad un isolotto, uno splendido ponte a 17 archi. Alla fine della galleria c'è la barca di marmo dove Cixi prendeva il tè e riceveva i dignitari di corte. Per fortuna qui siamo stati tranquilli, niente orde di cinesi e visitatori. Il cielo grigio si apre agli ultimi raggi di sole che strappano bagliori incantati all'acqua del lago: nel palazzo ormai silenzioso lascio uno spiritello a mescolarsi coi fantasmi di imperatori e schiavi.




A Pechino ci sono ristoranti eleganti e accoglienti, spesso monotematici: quello dove si mangia l'anatra laccata, quello specializzato in ravioli o in zuppe... il mio pancino, provato dalla cucina cinese, sceglie le zuppe ;)


ZUPPA DI POLLO, MAIS E VERMICELLI DI GRANO 

200 g di petto di pollo
100 g di mais
1 pezzetto di zenzero fresco
1 spicchio d'aglio
100 g di noodles
1 cipollotto
brodo vegetale q.b.
olio
salsa di soia

Tagliate il petto di pollo a striscioline. Tritate lo zenzero con l'aglio e il cipollotto e fate rosolare il tutto con 1 cucchiaio d'olio. Aggiungete il petto di pollo e fatelo colorire, quindi unite il mais e coprite a filo con il brodo. Fate cuocere per una decina di minuti e unite i noodles. Quando saranno cotti, profumate con un cucchiaio di salsa di soia e servite ben caldo.



Ancora per tutta la settimana sono qui!




Per questo post, mi sono servita del libro di Francesco e del mio diario di viaggio. Le foto dei collage del Palazzo d'Estate e delle Tombe dei Ming sono in parte mie, in parte prese dal web.

L'ITALIA NEL PIATTO: le verdure invernali




16 febbraio 2016

Buongiorno a tutti, oggi pubblico una ricetta regionale dedicata all'ITALIA NEL PIATTO. Come sapete, non usciamo più tutti insieme il 2 del mese, ma pubblichiamo le nostre ricette di tradizione dal 2 al 26 del mese. Il tema di questo mese sono le verdure invernali e perciò sono in scena i carciofi spinosi di Albenga, preparati con un altro vanto della cucina ligure e cioè le acciughe salate.








CARCIOFI ALL'ACCIUGA

5 carciofi
2 spicchi d'aglio
un pizzico di origano
3-4 acciughe salate
olio, sale, pepe bianco
succo di limone

Pulite e spuntate i carciofi, tagliateli in 4 parti e metteteli in acqua acidulata con il succo del limone perché non diventino neri. Pulite e schiacciate gli spicchi d'aglio e fateli colorire in un paio di cucchiai d'olio, quindi unite i carciofi ben sgocciolati. Quando avranno preso colore, coprite e fate cuocere a fiamma bassa aggiungendo l'acqua necessaria. Quando saranno pronti disponeteli nel piatto di portata e nel loro intingolo fate sciogliere a fiamma vivace le acciughe pulite e dissalate. Quando avrete ottenuto una cremina versatela sui carciofi, controllate il sale, pepate e servite.




Ricordate che potete partecipare alla rubrica anche voi con  le vostre ricette regionali. QUI trovate tutte le indicazioni utili.


A presto :)

LIGHT & TASTY: mais e farina di mais




15 febbraio 2016


Buongiorno a tutti, torna LIGHT & TASTY come ogni lunedì: oggi è dedicato al mais e alla farina di mais.


Il mais è un alimento ad altissimo valore energetico, essendo ricco di zuccheri e povero d'acqua. Tuttavia quando viene usato come farina per polenta assorbe in cottura fino al 300% d'acqua, alleggerendo notevolmente il carico glicemico e l'apporto calorico.  I chicchi di mais hanno invece un apporto calorico inferiore a causa dell'idratazione. 
Il mais contiene anche proteine a medio valore biologico, è invece povero di lipidi ed è privo di colesterolo. Contiene potassio e ferro, vitamina B1 e PP. E' indicato nell'alimentazione dei celiaci essendo privo di glutine, ma sconsigliato per i diabetici. 



Ecco cosa vi proponiamo.


Carla: polenta in tazza  

Cinzia: burger di quinoa  

Consu: nachos al forno 




Ed ecco la mia polenta servita in una maniera un po' diversa, una porzione dà circa 450 kcal.






POLENTA IN TAZZA

125 g di polenta integrale
125 g di polenta taragna
latte
sale
200 g di formaggio morbido vaccino
pepe nero


Preparate la polenta mescolando le due farine: portate a bollore 500 ml di acqua salata mescolata a 500 ml di latte e versate le farine a pioggia, mescolando velocemente. Alla ripresa del bollore, riducete la fiamma e fate cuocere per 50 minuti circa girando spesso. A fine cottura dovrà essere molto morbida. Versate in 4 tazze e aggiungete in ognuna 50 g di formaggio a pezzetti. Servite con una macinata di pepe nero.






Buona settimana a tutti, ci vediamo lunedì prossimo ;)

Quanti modi di fare e rifare le graffe di patate




14 febbraio 2016

Oggi siamo tutte nella cucina di Anisja per preparare un buonissimo dolce tipico della festività di San Giuseppe. Le graffette di patate si impastano, si friggono e si mangiano calde, da scottarsi quasi le dita. Fra nuvolette di farina e zucchero ci siamo molto divertite e ne abbiamo fatto una scorpacciata ;)

La ricetta di Ani è QUI, io l'ho riprodotta uguale, con grande soddisfazione!





GRAFFETTE DI PATATE

500 g di patate
750 g di farina tipo 0
20 g di lievito di birra
100 g di burro morbido
100 g di zucchero
4 uova intere
½ bicchierino di rum
la buccia grattugiata di un'arancia e di un limone

per friggere
olio di semi di arachidi

per decorare
zucchero semolato
cannella in polvere

Lessate le patate, lasciatele raffreddare, quindi sbucciatele e schiacciatele con lo schiacciapatate. Trasferite il composto ottenuto nella ciotola della planetaria, impastate le patate con 500 g di farina e il lievito sbriciolato, frusta a gancio, velocità 1. Continuando ad impastare unite lo zucchero, le uova, il rum, il burro e le bucce grattugiate, aggiungendo, se necessario, tanta farina quanto basta ad ottenere un composto morbido (circa 250 g). Impastate per 10 minuti a velocità 1, o finché l'impasto sarà incordato. Trasferite l'impasto su una spianatoia continuando ad impastare ancora un po' a mano, date le doppie pieghe e formate un panetto. Sistematelo in una ciotola leggermente unta di burro, coprite con pellicola trasparente e fate lievitare fino al raddoppio (occorrerà almeno un'ora). Formate adesso le graffette: stendete l'impasto a uno spessore di 3-4 cm e ritagliate con un coppapasta i tondini. Spolverate con farina e fate lievitare ancora per circa 1 ora e ½ o, comunque, fino al raddoppio, sempre coperto. Friggete in olio a temperatura, caldo ma non troppo, per evitare che le graffette scuriscano. Trasferitele quindi su carta assorbente, tamponatele leggermente e passatele subito nel mix di zucchero e cannella.




Farcite di crema di cioccolato sono proprio la fine del mondo! Tanto che quando le ho preparate per il te con le amiche, ho dovuto sottrarne di forza qualcuna per la foto, altrimenti sparivano tutte alla velocità della luce....




Un caro saluto a tutte le amiche dei quanti e un grazie speciale ad Ani per averci regalato questa splendida ricetta. Il 13 marzo, se vorrete seguirci, saremo da MARINA per preparare la brioche di Pasqua: il tsoureki di nonna Andromaca.

Un abbraccio alla nostra adorabile Cuochina, alla prossima!




Pollo con funghi e mandorle in salsa di soia: i monasteri della Cina




12 febbraio 2016

Eccoci ad un'altra puntata del viaggio in Cina, una tappa mistica sulla via per Pechino.



18 agosto 1997

Quando arriviamo a Luoyang con il treno sono le 4 e 20. Un bus ci porta ad un hotel che nella hall ha comodissime poltrone dove crolliamo fino alle 6.00. Poi ci danno la colazione e quindi un bus ci porta alle grotte di Longmen. Fuori dall'hotel in un giardino molte persone fanno tai chi: è come se danzassero, leggeri, giovani e vecchi, uomini e donne, senza peso e comunque belli.

Le grotte di Longmen sono un chilometro di parete rocciosa interamente scolpita in grotte piccole e grandi, nicchie, pagode, statue. Nella grotta più grande, il Tempio di Feng Xian, c'è un Budda Vajrocana, cioè il Budda della luce suprema, alto 17 m, fiancheggiato dai due discepoli Kasjapa e Ananda, da due Bodhisattva e da quattro guardiani (i Lokapola, le quattro stagioni e i quattro elementi che combattono le falsità). L'espressione di questo budda è stupenda, ieratica e con gli occhi socchiusi, ispira una pace profonda.





Seconda tappa è il Monastero di Shaolin, ai piedi del monte Songshan, famoso in tutta la Cina per le tecniche di combattimento dei suoi monaci. Non riusciamo a vedere nessuno spettacolo, possiamo solo immaginarne la forze e l'eleganza per averlo visto in molti film. Visitiamo il Grande Tempio, raccolto, nonostante le molte persone. In una sala sono raggruppate le statue in legno di monaci meritevoli, ma in realtà mi sembrano mostri e assassini, visto che hanno le facce colorate in blu o rosso ed espressioni terrificanti, ma nessuno ci spiega cosa significhi questa simbologia e quindi un po' delusi ce ne andiamo.


immagini dal web


Domani saremo a Pechino.






POLLO CON FUNGHI E MANDORLE IN SALSA DI SOIA

500 g di petto di pollo
2 cipollotti freschi
1 pezzetto di zenzero fresco
200 g di funghi champignons
20 g di mandorle a lamelle
salsa di soia
olio
brodo vegetale

Preparate la salsa scaldando sul fuoco 2 cucchiai di salsa di soia con 1 cucchiaino di zucchero e 1 cucchiaio di aceto bianco. Tenete da parte. Pulite e affettate i cipollotti e fateli colorire con qualche cucchiaio d'olio. Unite il petto di pollo tagliato a listarelle e fate dorare a fuoco vivace, quindi aggiungete i funghi puliti e affettati sottilmente. Abbassate la fiamma e portate a cottura bagnando con qualche mestolino di brodo. Quasi a fine cottura unite le mandorle e condite con la salsa preparata.





Fino al 21 febbraio sono qui ad aspettarvi ;)




Il menù di San Valentino




10 febbraio 2016


Buongiorno cari amici, ecco arrivato il mercoledì di IDEA MENU', oggi dedicato a San Valentino: festeggiate comunque, tutti abbiamo qualcuno o qualcosa da amare ;)






Qui ci sono le nostre proposte.


L'antipasto è da Tania:  crema afrodisiaca di avocado 


Il secondo è da Linda: gamberoni all'arancia 

Il dolce è qui: tiramisù variegato al cognac con le pere    


Di sicuro il cioccolato è afrodisiaco, ma comunque se preparate una bella coppa di tiramisù, la mettete al centro del tavolo e con due cucchiaini, voi e il vostro amore, pescate nella crema guardandovi negli occhi, il gioco è fatto!






TIRAMISU’ VARIEGATO AL COGNAC CON LE PERE

2 pere
100 ml di vino bianco dolce
80 g di zucchero
250 g di mascarpone
180 g di panna
2 tuorli
1 cucchiaio di zucchero a velo
60 g di cioccolato fondente
100 g di biscotti pavesini
1 cucchiaio di cognac
cacao amaro

Riunite in una casseruola 200 ml di acqua, il vino e lo zucchero, portate a bollore, quindi abbassate la fiamma e aggiungete le pere pulite e tagliate a metà. Fate cuocere per una decina di minuti, quindi spegnete e fate raffreddare nello sciroppo. Montate il mascarpone con la panna, i tuorli e lo zucchero a velo. Dividete il composto in due e aggiungete ad una metà il cioccolato ridotto a scagliette. Sgocciolate le pere e affettatele. Filtrate lo sciroppo, aggiungetevi il cognac e bagnatevi i biscotti. Quindi disponete a strati, in una ciotola trasparente o nei bicchieri monoporzione, biscotti, crema bianca, biscotti, pere, crema al cioccolato, pere. Fate rinfrescare in frigo per qualche ora. Prima di servire spolverate con il cacao amaro.





AUGURI A TUTTI!