Halloween e un giro in Lussemburgo

2 ottobre 2012

Ciao a tutti, ormai sono proiettata ad Halloween, non perché abbia l'abitudine di festeggiarlo, ma perché significa una quantità di cibi che apprezzo moltissimo, come la zucca, le castagne, i funghi, il cavolo nero, le verze.... e dei quali, dopo la goduria estiva, sento il bisogno. Ecco perchè in apertura del mio blog è scomparsa l'uva ed è comparsa una zucca festaiola!

E in attesa di quella notte vi posto un'altra delle mie ricette in stand by, molto adatta all'autunno; la foto non è gran che, perché l'ho rubata mentre gli ospiti erano a tavola ;)


TORTINO DI CAVOLFIORE CON LARDO E ROSMARINO

2 cucchiai di pangrattato
1 rametto di rosmarino
100 g di lardo di Colonnata
250 g di cimette di cavolfiore
2 uova
2 cucchiai di pecorino di Pienza grattato
olio, sale, pepe

Ungete di olio, con l'aiuto di un pennello, 4 stampini da muffin. Spolverateli con pangrattato che avrete mescolato ad aghi di rosmarino tritati finemente e foderateli con le fettine di lardo. Cuocete a vapore le cimette di cavolfiore per circa 30 minuti. Fatele intiepidire poi frullatele con i tuorli e il pecorino; alleggerite quindi il composto con gli albumi montati a neve. Regolate sale e pepe, riempite gli stampini, quindi infornate a 180°C per 30 minuti. Sformate quando i tortini si saranno intiepidi. Potete servirli con una fonduta di formaggio, ottenuta facendo sciogliere del pecorino con poco latte o panna a fuoco dolce.




Dal momento che la foto non rende proprio giustizia al piatto, vi faccio vedere come è carina Lussemburgo. La capitale del Granducato sorge su uno sperone roccioso alla confluenza della Pétrusse con l'Alzette, dove tuttora sono visibili le fortificazioni medievali. La città si è poi allargata in basso, ma il suo fascino sta nella parte alta, nei ponti che collegano le varie zone scavalcando gli strapiombi, nelle piccole piazze che si aprono fra palazzi antichi, nei giardini rubati alla roccia.


L'abbazia di St.Jean sull'Alzette nella città bassa
Scendendo verso la città bassa
La città alta dall'Alzette
Le rovine del castello medievale

Buona serata amici, torno domani, un abbraccio a tutti.

CUCINA REGIONALE LIGURE: taggiaen a-o rossese co-o tocco de carne e poisci

1 ottobre 2012

Ciao amici e buona settimana. Eccoci al nostro appuntamento con la cucina regionale. Le nostre muse ispiratrici BABI e RENATA ci hanno suggerito di cucinare con l'uva o il vino.  

 


E allora ecco cosa abbiamo combinato. 
 
CALABRIA:  la mostarda di ROSA ED IO

SICILIA:   a' mustata di CUCINA CHE TI PASSA

TOSCANA:  panello all'uva di NON SOLO PICCANTE

LOMBARDIA:  i suc  di L’ANGOLO COTTURA DI BABI

VENETO:  fegato alla veneta con uvetta di SEMPLICEMENTE BUONO

FRIULI VENEZIA GIULIA: gran pampel di NUVOLE DI FARINA

PIEMONTE:  cognà di LA CASA DI ARTU'

EMILIA ROMAGNA:  focaccia con l'uva  di ZIBALDONE CULINARIO


TRENTINO ALTO ADIGE:  strudel d'uva e marzapane profumato al moscato giallo  di A FIAMMA DOLCE


PUGLIA:   u mmìire... fatt in casa di BREAKFAST DA DONAFLOR

LAZIO:  un pollo di... vino con olive e Frascati di CHEZ ENTITY

UMBRIA:  mostaccioli e mosto cotto di 2 AMICHE IN CUCINA 

MARCHE:  pane col mosto di LA CREATIVITA' E I SUOI COLORI 

ABRUZZO: ciambelline al vino di IN CUCINA DA EVA

VALLE D’AOSTA: 
d'wiwellata, crema pasticcera con brulé  di L’APPETITO VIEN MANGIANDO

SARDEGNA:
  pane di sapa con impasto lievitato  di VICKYART-ARTE IN CUCINA

BASILICATA: nodini al vino bianco  di PASTICCIANDO CON MAGICA NANA'

MOLISE:  uva sotto spirito  di LA CUCINA DI MAMMA LOREDANA 



e  per la LIGURIA ci sono  taggiaen a-o Rossese co-o tocco de carne e poisci.


In Liguria le viti crescono abbarbicate alle colline su fasce strette e ripide e l'uva viene usata per farne vino. E questo vino lo beviamo bianco e aromatico, come il pigato o il vermentino, secco come il bianco di Luni, acidulo e leggero come la bianchetta; oppure rosso e generoso come il rossese e l'ormeasco o leggero  e fresco che pare uno scherzo come il ciliegiolo. O ancora lo facciamo invecchiare un po' e produciamo quel meraviglioso vino liquoroso che è lo sciacchetrà.

Questo per dirvi che non usiamo l'uva nelle ricette tranne quella sultanina, che i marinai importarono fino dai tempi dell'impero ottomano. La vicinanza con il Piemonte ha però ispirato i nostri cuochi a preparare la pasta con il vino e quindi ecco il mio piatto di oggi con uno dei più classici sughi della nostra cucina. 


TAGLIATELLE AL ROSSESE CON SUGO DI CARNE E PISELLI

per la pasta
200 g di farina 00
50 g di semola di grano duro
2 tuorli
1 bottiglia di Rossese

per il sugo
200 g di carne tritata
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di pinoli
1 rametto di rosmarino
100 g di piselli sgranati
200 ml di salsa di pomodoro
olio evo, sale
parmigiano grattato

Impastate la farina e la semola con un pizzico di sale, i tuorli e tanto vino per ottenere un impasto morbido ed elastico (circa 80-100 ml). Poi fate una palla, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare per una mezz'ora.
Intanto affettate sottilmente la cipolla e fatela colorire insieme allo spicchio d'aglio intero in un cucchiaio d'olio, poi unite la carne, alzate la fiamma e fate rosolare bene; sfumate con un bicchiere di Rossese e fate evaporare, aggiungete i piselli, il rosmarino tritato, i pinoli interi e la salsa di pomodoro e fate cuocere a fiamma bassa per circa due ore. Se dovesse asciugare troppo unite acqua poca alla volta. Regolate il sale.
Riprendete la pasta e preparate le tagliatelle. Lessatele in abbondante acqua salata, quindi scolatele, conditele con il sugo e servite a piacere con una manciata di grana grattato.






Oggi vi dedico questa poesia affannosa, scritta senza punteggiatura, da leggere in un fiato, coinvolgente e ansiogena. La trovo particolarmente bella,  e vorrei farvela ascoltare, perché la durezza del mio dialetto la rende ancora più incisiva.


GOSSA A GOSSA

Quando o s'approscima 'n evento
o 'n'anscietae a te tenaggia a goa
e ti vorriesci vedde xoà o tempo
pe savéi subito che t'aspetià doman
o fra un menuto, o 'n'oa
l'é quello o tò momento de-a veitae
lungo comme 'n'eternitae
che invece - gossa a gossa -
ti doviae beive pe asc-ciaì a cosciensa
e pe capì a 'sto mondo pe davvei
cose veu dì a tò speise penitensa.


Goccia a goccia

Quando s'avvicina un evento/ o un affanno ti attanaglia la gola/ e tu vorresti veder volare il tempo/ per conoscere subito quello che ti aspetta domani/ o fra un minuto, o un'ora/ è quello il tuo momento della verità/ lungo come un'eternità/ che invece - goccia a goccia -/ tu dovrai bere per schiarire la coscienza/ e per capire veramente a questo mondo/ cosa significa a proprie spese penitenza.


Posto con la programmazione, se riesco stasera vengo a leggervi, altrimenti domani, giurin-giuretta :D

Peperoni ripieni piccini picciò

30 settembre 2012

Ciao amici, come state, passata bene quest'ultima domenica di settembre? A Genova è stato bel tempo, ma fresco, autunnale insomma; d'altra parte domani sarà ottobre, all'università iniziano le lezioni. Io inizierò giovedì, così sono ancora un po' in vacanza....

Sto vagamente meglio, vagamente, perché comunque ho fatto un bel po' di cose, però sono soddisfatta delle mie prove culinarie, che per me è cosa rara. 

E sapete che sono arrivata al terzo posto nel contest a colori di CINZIA e VALENTINA? Sono molto contenta :) Il piatto scelto è Gamberi con uva, cavolo viola e passito.




E allora vi dedico una delle mie ricette del week end.


PEPERONI MIGNON RIPIENI DI RISO 

una decina di peperoni mignon
120 g di riso
un ciuffo di maggiorana
80 g di parmigiano o pecorino grattato
olio evo, sale
poco pangrattato
vino bianco secco

Pulite i peperoni, svuotateli e lavateli. Lessate il riso al dente, quindi raffreddatelo sotto l'acqua e conditelo con olio, maggiorana tritata e il formaggio. Regolate il sale. Riempite i peperoni, disponeteli in una pirofila unta d'olio, condite con altro olio, spolverate con poco pangrattato e infornate a 180° per 30-35 minuti. Se occorre, bagnate con un po' d'acqua tiepida o vino bianco secco.
Servite tiepido o freddo.







Sono carinissimi e velocissimi da fare, e sono saporiti e leggeri. Potete servirli anche come finger food.

Vi ricordo l'appuntamento con la cucina regionale, domani mattina. Ora passo a salutarvi. Buona serata, un abbraccio :)

Per la serie, un'acciuga al giorno...

28 settembre 2012

Ciao amici, eccomi qui, sono a casa mia e sono contenta di essere qui e di aver rimandato la vacanza, perché sono un rottame, non chiedetemi perché, non c'è niente di particolare, ma non sono in forma. Per fortuna ho il week end davanti, così potrò rimettermi. 

Vi lascio una ricettina che è pronta da un po', per la verità ce ne sono altre scalpitanti che aspettano di essere postate, verrà anche il loro momento. Allora ecco qua, sulla scia della mia serata a scuola di cucina!



TORTIERA DI ACCIUGHE CON ZUCCHINE 

800 g di acciughe
3 zucchine
80 g di olive nere snocciolate
2 spicchi d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
3 rametti di timo
1 peperoncino
5 cucchiai di pangrattato
4 cucchiai di grana grattato
5 cucchiai d'olio
sale

Pulite le acciughe e apritele a libro, spinatele e lavatele velocemente, quindi mettetele a scolare. Pulite le zucchine e tagliatele a dadini, saltatele con 4 cucchiai d'olio, le olive, l'aglio intero, il prezzemolo il timo  e il peperoncino tritati, per 10-15 minuti. Regolate il sale e, a fuoco spento, unite 4 cucchiai di pangrattato e il grana. Disponete metà delle acciughe in una tortiera appena unta d'olio, con la pelle verso il basso, coprite con la verdura (dopo aver totlo l'aglio) e fate un altro strato di acciughe, questa volta con la pelle verso l'alto. Cospargete di pangrattato, condite con un filo d'olio e infornate a 180° per 15 minuti. Potete servire sia caldo che freddo.





Mando questa ricetta alla raccolta di POVERI MA BELLI E BUONI




E adesso passo da voi, buon we, bacioni :)

Uno stuzzichino per l'aperitivo

26 settembre 2012

Eccoci, siamo quasi alla fine di settembre, questo mese è proprio volato via, fagocitato fra esami e impegni di lavoro e altre cose, niente di bello da ricordare, e la mia vacanza è rimandata. Tranquillo, autunno, andremo via ;) si tratta di aspettare un'altra settimana.

Al momento vi dedico una ricetta semplice e appetitosa che ho preso dal blog CAFFELLATTE IN CUCINA. Questo blog non esiste più quindi il link non porta da nessuna parte, però è giusto che io lo citi. 



SALATINI ALL'INDIVIA 

250 g di pasta sfoglia
1 cespo di indivia belga
pecorino o altro formaggio a piacere
prosciutto cotto o altro salume a piacere

Stendete la pasta in tondo e ricavatene 16 triangoli. Su ogni triangolo ponete una foglia di belga, una striscia di prosciutto e un pezzetto di formaggio. Arrotolate a formare delle piccole brioches. Deponetele sulla placca foderata di carta forno e passate per 10 minuti a 180°. Servite tiepido.





Veloci, facili e appetitosi! Meglio di così....
Mi consola vederli così carini, oggi è stata una giornata pesante e noiosa, ancora con un cielo grigio  come il mio umore. 

Vabbè dai vi porto a Liegi. E' nella Wallonia, l'area francofona del Belgio, ed è in totale rivoluzione perché si candida ad essere capitale europea della cultura nel 2017. Ci sono stata due giorni, il primo pieno di sole, il secondo così così, e forse un po' per i lavori in corso, un po' per il tempo, non mi ha entusiasmato. Eppure a ripensarla a distanza di tempo, ricordo angoli particolari, di una bellezza tranquilla e serena.

La scalinata alla Cittadella

Poco più di 400 gradini verso il paradiso, una faticata pazzesca, ma da lassù uno spettacolo veramente notevole


Il porto turistico sulla Mosa
La spettacolare stazione progettata da Santiago Calatrava
Il museo d'arte moderna sull'isola della Mosa

Nel cosiddetto quartiere Oltremosa, nacque e visse Georges Simenon, ma niente lo ricorda, anzi tutto sembra in grande abbandono. Quella è stata proprio una delusione! La guida Touring parlava benissimo di questa città, perciò ho voluto andare, ma sono rimasta perplessa, al palo per così dire, forse nel 2017 sarà bellissima e patinata, con tutti i musei in ordine e i giardini ripuliti e le strade e le piazze transitabili. Però mi ha offerto uno dei migliori aperitivi del viaggio, con muscadet e stuzzichini notevoli!


Allora ciao, passo da voi, baci :)

Ancora un pensiero in viola

24 settembre 2012

Ciao a tutti, eccoci al lunedì sera, un brutto lunedì cominciato grigio che più grigio non si riesce a immaginare, con un temporale che si è scatenato verso mezzogiorno e ha subito allagato tutto, che si è dipanato in una serie di gabole universitarie che non promettono niente di buono, e terminato con la visita dall'oculista per la seconda cataratta di mamma :(
Per fortuna che c'è il blog dove ho trovato i vostri commenti alle mie pasqualine che hanno confortato non poco il mio spirito perfezionista. Ma già che fa un bel frescolino non vedo l'ora di cacciarmi sotto le coperte e rannicchiarmi e cercare di dimenticare qualunque cosa, tranne quella piccola vacanza che mi aspetta...

La ricetta di stasera è ancora per il contest di CINZIA e VALENTINA, un altro pensiero in viola!



GAMBERI CON UVA, CAVOLO VIOLA E PASSITO

24 code di gambero già sgusciate
un piccolo grappolo di uva nera
qualche gheriglio di noce
1 cavolo viola
1 cipolla bianca
vino passito
sale grigio

Affettate la cipolla e brasatela in una casseruola con olio e acqua, quindi unite il cavolo lavato e tagliato a listerelle. Quando sarà rosolato, sfumate con un bicchiere di passito e portate a cottura unendo acqua poco a poco. Regolate il sale. Saltate in padella con un filo d'olio una manciata abbondante di chicchi d'uva aperti e privati dei semi, appena saranno un po' appassiti unite le code di gambero, i gherigli di noci spezzettati, sfumate con il passito e portate a cottura, regolando il sale alla fine. Servite i gamberi con il loro sughetto accompagnando con il cavolo messo in forma con l'aiuto di un coppapasta.







Mi sono ispirata ad un'altra ricetta della "Cucina Italiana", che ho un po' modificato.

Ora vengo a rispondere ai vostri commenti, bacissimi, a presto!

Le pasqualine per l'MTC


23 settembre 2012


Ciao amici, sono sfinita e per di più, in non so quale movimento del cavolo, mi sono distrutta un bicipite, che ora urla ad ogni gesto, anche il più banale. 

Ho comunque continuato il mio lavoro in cucina, anche se non ho scattato delle belle foto, perché oggi è stato proprio grigio, ha piovuto e si è rinfrescato moltissimo. 

Ciao autunno, bentornato, sai quest'anno quasi ti aspettavo, ti ho anche messo la foto dell'uva pronta da vendemmiare in apertura del blog, come benvenuto. E' che ho voglia delle cose che mi regali come il cineclub e il teatro e le cene con gli amici. E poi ho in vista uno scorcio di vacanza e tu mi accompagnerai :)
 
E allora ecco cosa ho prodotto per la sfida dell'MTC. VITTORIA ha proposto la sua pasqualina e noi tutti a copiare quella pasta leggera e ariosa, quasi trasparente tanto che ci si potrebbe leggere attraverso, che gonfia nel forno per ricadere poi sull'impasto, armoniosa ed elegante, mentre si raffredda. Giocavo in casa, ma per questo la sfida è stata anche più difficile, ed è inutile che vi dica che non sono pienamente soddisfatta del risultato. La mia pasqualina l'avevo già postata, QUI, e questa era la foto
 




Ma oggi ho lavorato secondo i dettami imposti dalla gara e quindi ecco le mie pasqualine.


TORTA PASQUALINA DI VITTORIA

per la pasta
300 g di farina manitoba
1 pizzico di sale
30 g di olio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 bicchiere d'acqua

per il ripieno
1,2 kg di bietole
olio evo
maggiorana 
250 g di prescinseua
1 cipolla bianca 
50 g di parmigiano grattato
sale, pepe
1 uovo
Impastate tutti gli ingredienti per la pasta, dividetela poi in cinque parti e fate riposare coperto per almeno 1 ora.
Pulite le bietole, togliendo quasi tutto il gambo, tagliatele a striscioline e saltatele in padella con olio, la cipolla tritata e un po' di maggiorana anch'essa tritata. Regolate il sale e fate raffreddare. In una ciotola lavorate la prescinseua con il parmigiano, altra maggiorana tritata, sale e pepe.
Stendete la prima pallina in una sfoglia sottile e foderate una teglia da 22-24 cm di diametro unta d'olio (bordo compreso), ungete anche la pasta con un pennello, poi stendete la seconda sfoglia e mettetela sopra la prima. Versate le bietole e poi il composto di formaggio. Con il dorso di un cucchiaio fate un incavo al centro e sgusciate l'uovo, salate leggermente. Stendete poi le altre tre sfoglie e deponetele sopra l'impasto sempre ungendo fra una e l'altra. Arrotolate tutto il bordo a cordoncino e volendo gonfiate le sfoglie con l'aiuto di una cannuccia. Infornate a 180° per 40-50 minuti fino a doratura della pasta. 



 



TORTA PASQUALINA ARCOBALENO

per la pasta
300 g di farina manitoba
1 pizzico di sale
30 g di olio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 bicchiere d'acqua

per il ripieno
400 g di patate viola
300 g di spinaci
3 zucchine
500 g di zucca
maggiorana
200 g di ricotta
100 g di yogurt bianco intero
1 cipolla bianca 
olio evo
sale
2 uova
Impastate tutti gli ingredienti per la pasta, dividetela poi in cinque parti e fate riposare coperto per almeno 1 ora.
Fate lessare le patate in acqua salata quindi schiacciatele, conditele con un filo d'olio e, quando si saranno raffreddate, mescolatele con la ricotta e lo yogurt. Lavate gli spinaci, puliteli, tagliateli a striscioline e fateli andare con la cipolla tritata in due cucchiai d'olio; quando saranno un po' appassiti, unite le zucchine pulite e affettate sottilmente. Portate a cottura, unendo poca acqua se necessario. Fate raffreddare, battete al coltello grossolanamente e quindi aggiungete un uovo. Pulite e affettate la zucca e passatela al MO al massimo voltaggio per circa 8 minuti. Schiacciatela con una forchetta e saltatela con poco olio e una manciata di maggiorana tritata. Regolate il sale dei tre ripieni. Stendete la prima pallina in una sfoglia sottile e foderate una teglia da 24 cm di diametro unta d'olio (bordo compreso), ungete anche la pasta con un pennello, poi stendete la seconda sfoglia e mettetela sopra la prima. Riempite con il composto di patate, poi con quello di spinaci e zucchine e infine con quello di zucca. Con il dorso di un cucchiaio fate un incavo al centro e sgusciate l'uovo, salate leggermente. Stendete poi le altre tre sfoglie e deponetele sopra l'impasto sempre ungendo fra una e l'altra. Arrotolate tutto il bordo a cordoncino e volendo gonfiate le sfoglie con l'aiuto di una cannuccia. Infornate a 180° per 40-50 minuti fino a doratura della pasta. 






Ecco qua, fine della mia faticata ;) perché vi assicuro che far ballare quelle sfoglie sui pugni infarinati per tutta la cucina, è stata una bella lotta!

Ho ricevuto un regalo da ANNA e LARA, le mia care amiche COGNATE IN CUCINA. Le ho conosciute in Alessandria quando mia mamma è stata operata e le ricordo con infinito piacere, grazie di cuore!





E' qui a disposizione di tutti i miei amici.


Passo da voi, buona serata, a domani.