Red passion tomatoes

11 maggio 2012

Eccomi qui, finalmente è venerdì sera. Due giorni di tranquillità. Sono stanca e non solo perché faccio un mare di lezioni, ma all'università sta succedendo di tutto e penso che questi anni di lavoro prima di chiudere saranno pesantissimi e poco gratificanti. Già di gratificazioni ne ho avuto veramente poche e non perché sia stupida, ma perché se ti leghi al carro sbagliato non c'è niente da fare, arranchi per tutta la vita. Così come canta Minnie nella "Fanciulla del West" mi sento "oscura e buona a nulla". Se mettessi su il CD e mi ascoltassi quel pezzo annegherei in un mare di lacrime, perché Puccini riesce a mettere in quell'aria tutta l'indeguatezza di questa ragazza semplice, disillusa e sola. Non vi racconto il tormento dei sogni che faccio, mi sveglio in mezzo al letto con il cuore a mille e non riesco a rimettermi giù per cercare di dormire di nuovo... penso a quello che mi raccomandò Cinzia un po' di tempo fa, provo a sorridere ma proprio non ci riesco e spero con tutte le mie forze che arrivi presto il 1° agosto, così almeno per un mese mi tolgo dagli zebedei e respiro!

Ora per tirarmi su vi posto un'altra ricetta tutta rossa per il contest di CINZIA e VALENTINA



FANTASIA DI POMODORO RED PASSION

20 pomodori ciliegini
2 pomodori ramati
qualche pomodoro secco
2 patate
qualche cucchiaio di panna
4 acciughe sotto sale
100 g di formaggio cremoso
2 cucchiai di pasta d'olive
qualche cappero e qualche lamella di mandorla
4-5 rametti di basilico
origano
olio, sale
sale di maldon
1 cipolla rossa
aceto di vino rosso
pepe nero in grani
150 ml di succo di pomodoro
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di vodka al limone
qualche rametto di menta

Lavate 16 ciliegini e tagliate la parte superiore, svuotateli e metteteli a scolare. Lessate le patate, poi schiacciatele e mescolatele con la panna e le acciughe pulite, diliscate e tritate, fino ad avere un composto morbido. Regolate il sale. Mescolate il formaggio con la pasta d'olive. Riempite metà dei pomodorini con le patate e l'altra metà con la crema alle olive. Decorate quelli con le patate con le mandorle e gli altri con i capperi.
Tagliate la cipolla rossa a fettine sottili e poi a dadini, immergete il tutto nell'aceto e fate riposare.
Pulite i ciliegini rimasti e i pomodori ramati e tagliate tutto in dadolata, tagliate a dadini anche i pomodori secchi, mescolateli e conditeli con olio e origano.
Versate lo zucchero in un pentolino, unite 25 ml di acqua e fate sciogliere a fiamma dolce, poi aggiungete anche il succo di pomodoro e la vodka e fate raffreddare. Mettete poi lo sciroppo in un contenitore di plastica e passate in freezer per circa 2 ore mescolando spesso in modo da mantenere morbido.
Adesso potete assemblare il piatto. Disponete i pomodorini a corona su foglie di basilico; disponete la dadolata su una foglia di basilico, in un cucchiaio e decorate con il sale di maldon; con un piccolo coppapasta fate un elegante mucchietto di cipolla rossa scolata e tamponata leggermente, decorate con qualche grano di pepe e poco olio; mettete la granita di pomodoro in un bicchierino e voilà.









E dopo tutta questa red passion, passo da voi, buon we!

Un pomeriggio speciale

10 maggio 2012

Ieri è stato un giorno particolare perché alle 18 nella Sala del Minor Consiglio a Palazzo Ducale hanno presentato il "nostro" libro!




E in questa occasione già molto speciale ho avuto modo di conoscere ARTU', CLAUDIA e PATRIZIA.

Artù è arrivata un po' prima dell'inizio della presentazione e così insieme alla sua mamma siamo andate a prenderci un caffé raccontandoci una quantità incredibile di cose per il poco tempo che siamo state insieme: le nostre vite per sommi capi, i nostri desideri e le nostre aspirazioni. Se avete incontrato altri blogger, capirete che bastano davvero cinque minuti per rendersi conto che tutto quello che ci si è scambiati attraverso il blog è meravigliosamente vero e che lo sconosciuto dall'altra parte della rete ha occhi e sorrisi da regalarti!


Poi ho incontrato anche Clo, simpatica e decisa, mamma di un bel diavoletto che si è presentato sullo schermo del tablet con un sorriso scanzonato.


Patrizia era molto compresa nel suo ruolo e non l'abbiamo salutata che alla fine della cosa. Era sul palco insieme a Paola Gargano, presidentessa di Gulliver, l'associazione che si occupa di anziani e bambini in una casa famiglia e in realtà di molto altro, come lei stessa ci ha raccontato. Patrizia ci ha presentato la sua idea e il suo lavoro con parole umili e sincere. Una grande donna. E Paola ci ha riferito di quel terribile giorno di fine ottobre in cui la piena del Vara ha spazzato in pochi minuti anni di lavoro. Lo ha raccontato con parole accorate e terribili, che mi hanno fatto sentire alla gola il sapore e la forza di quel fango scuro e cattivo; più di una volta le si è spezzata la voce, il tempo non è stato ancora abbastanza per dimenticare sul serio. E c'era Zibba, un giovane cantautore della scuola genovese: nelle sue canzoni ho sentito tracce di Paolo Conte e di Faber ed è stato piacevole abbandonarsi alle note della sua chitarra. 

Mi sono un po' stupita che il popolo del web sia riuscito a fare questa bella cosa, ma forse è perché è poco che giro in rete e appena mi rendo conto della forza che rappresenta: questo libro semplice è pieno d'amore. Grazie a tutti quelli che hanno voluto scriverlo. Il fatto di esserci anch'io mi riempie di orgoglio, non perché ci sia una mia ricetta, ma perché ho messo la mia goccia nel mare della solidarietà.





Ci sarebbe anche una nostra foto, ma io mi trovo orribile e quindi, scusatemi, non la pubblico.

Vi regalo una ricettina,velocissima e carina :)


OVETTE FARCITE

4 ovette di quaglia
50 g di yogurt bianco intero
2 filetti d'acciuga
1 cucchiaio di maionese
qualche cappero sott'aceto


Rassodate le ovette per 10 minuti in acqua bollente, raffreddatele sotto l'acqua corrente, quindi sgusciatele e tagliatele in verticale. Togliete i tuorli e schiacciateli con lo yogurt, la maionese e le acciughe tritate. Riempite le mezze uova, decoratele con i capperi e servitele fresche nei cucchiai da finger food.




Mando la ricetta al contest di PASTICCIONA




E ora da voi, buona serata!

CUCINA REGIONALE LIGURE: ancioe crùe a l'agro co-e tomate

7 maggio 2012


Ciao amici! Eccoci di nuovo con la ricetta regionale. Come vi abbiamo preannunciato, da oggi usciremo sempre al lunedì mattina, per augurarvi una buona settimana insieme a noi :D
Questa settimana c'è anche l'Abruzzo con EVA a cui dò la benvenuta e saluto con affetto TINA che per una volta passa la mano!




Questa settimana vi proponiamo una ricetta light, perché, come dice RENATA, si avvicina la prova costume :)  Allora ecco cosa abbiamo combinato: 

     
     ... e LIGURIA qui da me!


Le acciughe sono un classico della cucina ligure e rappresentano un antico cibo marinaro. Le acciughe venivano immerse nell'aceto per allungarne la conservazione, si possono trattare anche con il limone o con il sale, come faccio io. Restano saporite e fresche comunque e perciò sono adattissime all'estate. La ricetta ligure prevede l'uso dell'origano fresco (cornabuggia), ma qui ho preferito l'aneto.



ANCIOE CRUE A L'AGRO CO-E TOMATE - TARTARE DI ALICI CON POMODORINI

300 g di acciughe
100 g di pomodorini
olio EVO di olive taggiasche
aneto
songino

Preparate le acciughe per la consumazione a crudo come indicato QUI. Quindi tagliatele al coltello e mescolatele con i pomodorini, puliti, privati dei semi e tagliati a dadini piccoli. Condite il tutto con l'olio e aneto a piacere. Servite dando la forma con l'aiuto di un coppapasta e accompagnate a piacere con un'insalatina di songino condita con olio e sale.



E la mia solita poesia

BRINN-E


A seja a vegne zù che a pa un foin
e o se destende comme un vello o scùo...


L'aia a pessiga e a trilla drent'a-e feugge
chì e là striae da-e brinn-e de settembre.


Cresce o muggio de-a legna in te-a remissa
e o t'arrecuvea un teito e quattro muage...


Torna a ese 'n'amiga a vegia stiva:
a çenie fito a se rossia de braxe.


Brine

La sera piomba simile a una faina/ e si distende come un velo scuro il buio...
Pizzica l'aria e trilla tra le foglie/ qua e là striate dalle brine di settembre.
Aumenta la catasta di legna nella legnaia/ e ti ristorano un tetto e quattro mura...
Torna a esser un'amica la vecchia stufa/ presta la cenere sarà rossa di brace.


Mando questa ricetta alla raccolta di POVERI MA BELLI E BUONI




Ciao amici, posto con la programmazione, mentre leggete sto facendo lezione :D
Baci, stasera passo da voi!

Una domenica "red passion"

6 maggio 2012

Ciao amici, oggi si è visto un piccolo (ma molto piccolo) raggio di sole. E' già comunque stata una conquista che non si sia vista la pioggia!!! Del resto me ne sono stata in casa, lezioni, faccende, due ricette per il contest  COLORS & FOOD di CINZIA e VALENTINA.



Certo che il red passion è piuttosto impegnativo, comunque ecco la mia prima ricetta. 





SAVARIN DI FRAGOLE IN GELATINA AL PASSITO CON PANNA E MENTA

per la gelatina
50 g di zucchero
75 g di acqua
1 bustina di vanillina
scorza d'arancia
80 g di passito
6 g di colla di pesce in fogli
1 cestino do fragole

per il coulis di fragole
120 g di fragole
70 g di zucchero

per decorare
panna montata
foglioline di menta
mix di spezie

Preparate uno sciroppo facendo sciogliere su fuoco dolce lo zucchero nell'acqua con la bustina di vanillina e la scorza d'arancia, appena arriva a bollore unite la colla di pesce precedentemente ammollata e strizzata. Fate sciogliere, poi spegnete e quando si sarà intiepidito unite il passito. Lavate e tagliate le fregole a dadini piccoli, distribuitele in quattro stampini da muffin, quindi ricoprite con la gelatina e fate rassodare in frigo. Frullate le fragole rimaste con lo zucchero e conservate al fresco.
Versate nei piatti il coulis di fragole, sformate i savarin, decorate con ciuffetti di panna, foglie di menta e una spruzzata di mix di spezie.






Questo we niente cine, non c'era niente che mi interessasse, ma la scorsa settimana ho visto "The lady" sulla vita di Aung San Suu Kyi e "Hugo Cabret" una meravigliosa favola diretta da Martin Scorsese.
"The lady" è davvero un bel film: la travagliata vita di Suu, la sua indomabile fede nella non violenza, l'amore infinito che la legò al marito Michael Aris e ai suoi figli, sono resi con delicatezza e sincerità. Più volte mi sono ritrovata con gli occhi lucidi e il cuore gonfio e mi è rimasto un senso di impotenza, incredulità e orrore nei confronti di uno dei governi più sanguinari e assolutisti del mondo.
"Hugo Cabret" è una favola, quella di un bambino che vuole a tutti i costi riparare un automa lasciatogli dal padre e che nel portare a termine la sua missione conosce e "salva" con la forza della sua innocenza e del suo amore un vecchio signore e la sua famiglia. 
Ve li consiglio tutti e due, per riflettere prima e per sorridere dopo :)

Adesso passo da voi, l'appuntamento è per domani mattina con la cucina regionale, non mancate! Buona serata.

Una crostata bio

5 maggio 2012

Ciao amici, come state? Io starei senz'altro meglio se smettesse una buona volta di piovere :(

Comunque oggi sono uscita e sono andata per negozi e mercato, domani cucino. Ma devo anche preparare un po' di lezioni come al solito. 

Intanto vi posto la ricetta di una bella torta di verdure che ho preparato ieri pomeriggio.


CROSTATA AI FIORI DI ZUCCA

250 g di pasta brisée
4 zucchine
4 cipollotti sottili
150 g di piselli già sgranati
6 fiori di zucca
200 g di salsiccia di pollo
2 uova
1 manciata di parmigiano grattato
1 cucchiaio di semini misti di girasole, lino, zucca e sesamo
pangrattato
1 noce di burro
olio, sale

Pulite le zucchine e i cipollotti e affettate tutto, quindi mettete a cuocere in una padella antiaderente con poco olio, unendo anche la salsiccia; quando il tutto avrà preso colore, unite i piselli e portate a cottura unendo acqua quando necessario. Fate intiepidire, poi mescolate con le uova, il grana e i semini e regolate il sale. Stendete la pasta in una teglia foderata di carta forno, riempite con le verdure, quindi decorate con i fiori di zucca lavati e privati del pistillo. Cospargete con poco pangrattato e qualche fiocchetto di burro e infornate a 180° per 30-35 minuti.






Mando questa ricetta alla mia carissima amica ARTU' per il suo contest. 




Tutte le verdure che ho usato sono bio e le ho comprate in questo bel banco del Mercato Orientale, in Via XX Settembre. La ricetta della pasta brisée la trovate QUI.




E adesso da voi, buona serata e buona domenica!

Torniamo alla pupattola!

4 maggio 2012

Eccomi qui, dopo le mie solite 5 ore di lezione fuori sede! Ho già fatto un po' di cose per casa, ho cercato vanamente di pensare ai contest, nessun indizio per ora, i blog tacciono. Del resto mi sento un po' demotivata, come al solito anche questo mese sono tornata a casa con le coda fra le gambe. Si vedrà, l'idea dell'anno sabbatico, o almeno di un mese, mi solletica tantissimo :))))

Ma già che sono qui una ricettina ve la posto. Era nel menù di Pasqua, spero che si possa ancora fare, qui i carciofi si trovano.


MAMMOLE AL FORNO CON UOVA

4 mammole
4 uova
40 g di burro
1 limone
olio, sale, pepe

Pulite le mammole, togliendo le foglie più dure e il gambo, e mettetele a bagno con acqua acidulata con succo di limone, quindi scolatele e lessatele in acqua bollente salata, finché saranno tenere. Toglietele dall'acqua con una schiumarola e mettetele a scolare a testa in giù. Poi apritele un po' e disponete nel mezzo una nocetta di burro, quindi rompete al centro l'uovo, salate, pepate e passate in forno a 200° per 10-15 minuti. Servite subito.




Le mammole sono i carciofi romaneschi, senza spine e tenerissimi, perciò particolarmente adatti a queste preparazioni.

Mando questa ricetta a SABRINA e LUCA per la loro meravigliosa pupattola.




Stasera non usciamo con le ricette regionali: abbiamo spostato la pubblicazione al lunedì mattina, così ad inizio settimana vi sommergeremo con le nostre delizie ;)

Ora passo da voi, vi abbraccio e vi auguro buon we, baci!

La Polonia e il susci

1 maggio 2012

Ciao amici, come state passando questa festa? Io ho preparato un po' di lezioni e ho continuato a guardare fuori dalla finestra aspettando che smettesse di piovere.... che barba questa primavera che non vuole arrivare.

Patrizia è ripartita, non vi sto a dire quanto abbiamo parlato, eravamo indietro, l'ultima volta che ci siamo incontrate era più di un anno fa! e le mail e il telefono non sono la stessa cosa. 

Fra le cose che abbiamo fatto, c'è stato anche vedere le foto delle mie vacanze dell'anno scorso. Davanti ai miei occhi sono ripassate le immagini di Riga, Vilnius, Varsavia e Cracovia. Mi sono ricordata che non vi ho mai raccontato della Polonia, lo voglio fare adesso, perché fuori è brutto, una luce grigia entra dalle finestre e la Polonia invece era invasa di sole. Fra le due città ci sono stata quasi due settimane e in questo tempo mi è stato dato tantissimo. Solo quando sono stata nel Nord del Western Canada sono ritornata con la stessa sensazione di arricchimento interiore. Al di là della bellezza di queste due città completamente restaurate dopo la guerra, è stata la loro storia così difficile a conquistarmi. Ai polacchi non è bastato l'orrore del nazismo e della guerra, non si sono potuti far mancare anni di comunismo. Eppure non hanno mai perso dignità e speranza, sorretti da una fede incrollabile, che ha messo sugli altari a un anno esatto di distanza Padre Jerzy Popielusko e Giovanni Paolo II. Nelle loro meravigliose chiese c'è sempre qualcuno, ci sono sempre fiori e candele accese, alle messe vanno convinti, cantano e pregano in una coralità straordinaria e coinvolgente; sono rimasta sorpresa e conquistata e come avessi fatto un pellegrinaggio sono tornata un po' cambiata. Io sono convinta che ci sia Dio, che ho sempre pensato come un Padre paziente e giusto, ma avevo la fede tiepida di moltissime altre persone. Non vi so dire esattamente come e perché, ma mi sembra di avere occhi diversi e soprattutto pensieri diversi. E sono molti mesi ormai che convivo con questa cosa, faccio le solite cose, a volte mi arrabbio come un cane rabbioso, anzi spesso, continuo a essere poco disposta ad avere pazienza, ma quando vado a messa "ascolto" il mio parroco e guardo le altre persone e chiudo gli occhi e penso alla Polonia. Forse ho bisogno di uno psicanalista, ma questa piccola cosa mi fa sentire bene :D

Varsavia - piazza del Castello
Varsavia - Palazzo Lazienky
Varsavia - Chiesa della beata vergine Maria e di S. Giuseppe fidanzato
Varsavia - Piazza del Mercato della Città Vecchia
Cracovia - Chiesa di S.Andrea
Cracovia - Una vetturina in Piazza del Mercato
Cracovia - La chiesa sulla roccia
Cracovia - Un locale del ghetto vecchio

E l'altra cosa meravigliosa che mi ha regalato la Polonia è stato un fiume di musica: ho sentito tantissimi concerti nelle chiese, i più gratuiti, qualcuno a pagamento, non solo di musica sacra, e poi nel ghetto di Cracovia ho incontrato la musica klezmer per un amore immediato. E siccome è successo che il museo Czartoryski di Cracovia fosse in restauro e la "Dama con l'ermellino" fosse in vacanza a Madrid, ho pensato che avrò una buona scusa per tornare e andare a vedere magari Danzica! Intanto penso alle vacanze del prossimo agosto e l'automobilina rossa lassù la dice lunga.....


Adesso vi posto la ricetta di uno degli antipasti che ho preparato per la cena di venerdì, che è abbastanza lontana da quella originale, perché quella a me non piace proprio: perciò scrivo susci ;)


SUSCI RIVISITATO

1 bicchiere di riso a grana lunga
150 ml di aceto di mele
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
300 g di filetto di salmone
qualche foglia di bietola lessata
salsa di soia

Fate cuocere il riso in 1 bicchiere e ½ d'acqua finché sarà stata assorbita tutta. Condite con l'aceto in cui avrete fatto sciogliere lo zucchero e il sale, poi fate raffreddare. Pulite il salmone, spellatelo e tagliatelo a dadini piccoli. Alternate nei bicchierini bietole, riso e salmone e ripetete gli strati. Servite fresco con salsa di soia a piacere.



E dopo tutto quello che vi ho raccontato, basta per oggi, le cose che ancora vorrei raccontare le rimando alla prossima volta, e passo da voi. Ma visto che ha smesso di piovere, prima vi regalo la luna!