Ciao a tutti! Oggi sono qui che sprizzo energia positiva, perché ieri sera a teatro ho visto uno spettacolo bellissimo e perché finalmente domani l'autunno mi porta in vacanza.
Vi racconto prima del teatro. "La grande magia" fu scritta da Eduardo nel 1948 e non piacque al pubblico, che, finita la guerra, voleva divertirsi. Per questa ragione, dopo la prima rappresentazione, fu ripresa solo una volta da Strehler. Adesso ce la ripropone Luca De Filippo in una messa in scena straordinaria.
Nel grand hotel Metropolitan, il professor Otto Marvuglia allestisce spettacoli di illusionismo e magia per divertire il pubblico, che già si diverte da sé sparlando dei coniugi Di Spelta; non a torto, visto che Calogero è gelosissimo della moglie e questa in effetti ha un amante. Per potersi incontrare Marta e l'amante corrompono il mago, che dovrebbe far scomparire la donna durante lo spettacolo per poi farla riapparire alla fine. Tuttavia Marta se ne scappa definitivamente e a Marvuglia non resta che far credere che l'ha rinchiusa in una scatola, che consegna al marito sconvolto: se Calogero aprirà la scatola fiducioso che la moglie ci sia, questa ricomparirà. Dopo qualche giorno Calogero, sempre con la scatola chiusa fra le mani, torna dal mago il quale lo intorta ulteriormente facendogli credere che il tempo è un'illusione, che lui sta vivendo giorni che in realtà sono attimi e che si trova in un gioco creato sì da Marvuglia ma che viene mantenuto da Calogero stesso. Passano quattro anni; Calogero è ormai perso nella sua voluta illusione, continua a vedere il mago e finge di credere che la moglie sia sempre nella scatola. Quando però questa, abbandonata dall'amante, a sorpresa ricompare e getta sulla faccia del marito la verità, Calogero la respinge: se Marta fosse la donna
ricomparsa vorrebbe dire che lo aveva abbandonato e tradito, meglio
continuare a credere che sia ancora nella scatola fedele e innamorata
di lui.
Un testo veramente pirandelliano, che ho apprezzato in ogni sfumatura. Ad attorniare Marvuglia e Calogero, sul palcoscenico si aggirano un'infinità di altri personaggi minori, con le loro storie a volte tragiche a volte divertenti, capaci di strappare qualche risata che smorza un po' la tensione della storia. "La vita è un gioco - scriveva Eduardo - un gioco eterno, del quale non ci è dato scorgere se non particolari irrilevanti".
Sulla mia vacanza d'autunno vi dico solo che parto domani e torno lunedì, ma avrò dietro il pc quindi magari vi racconterò qualcosa durante. Se no, dovrete aspettare lunedì ;)
E ora ricettina per farmi perdonare i misteri.
BACCALA'
AI FUNGHI
600
g di filetto di baccalà già ammollato
300
g di funghi porcini
1
scatola di pelati
1
cipolla
1
spicchio d'aglio
qualche
ciuffo di prezzemolo
1
peperoncino
olio,
sale
Pulite
i funghi e tagliateli a tocchetti; lavate il baccalà, togliete la
pelle e tagliatelo a bocconcini. Soffriggete in 4 cucchiai d'olio
l'aglio e la cipolla tritati, poi unite il baccalà e fatelo
insaporire. Aggiungete i pelati spezzettati e il peperoncino e fate
cuocere per 15 minuti. Unite i funghi e portate a cottura in 15-20
minuti. Completate con il prezzemolo tritato, regolate il sale e
servite.
Questa ricetta è stata una felice ispirazione di "Sale e Pepe", poi come al solito cambia di qui e di là, la ricetta è diventata come la volevo. E così la mando al contest delle carissime sorelline di SEMPLICEMENTE BUONO in collaborazione con INAUDI.
Per tutti quelli che sono interessati alla farina di grano arso, la potete comprare on line da TIBIONA, che offre una scelta di farine, legumi, cereali, prodotti per i dolci da far girare la testa! Ricordatevi sempre di tagliarla con farina 00 in rapporto di 1 a 3. Ha un piacevole sapore affumicato che si mantiene una volta fatta la pasta e anche dopo la cottura.
E ora da voi, per salutarvi. Un bacione a tutti :D









