Una grande magia!

18 ottobre 2012

Ciao a tutti! Oggi sono qui che sprizzo energia positiva, perché ieri sera a teatro ho visto uno spettacolo bellissimo e perché finalmente domani l'autunno mi porta in vacanza.
Vi racconto prima del teatro. "La grande magia" fu scritta da Eduardo nel 1948 e non piacque al pubblico, che, finita la guerra, voleva divertirsi. Per questa ragione, dopo la prima rappresentazione, fu ripresa solo una volta da Strehler. Adesso ce la ripropone Luca De Filippo in una messa in scena  straordinaria.
Nel grand hotel Metropolitan, il professor Otto Marvuglia allestisce spettacoli di illusionismo e magia per divertire il pubblico, che già si diverte da sé sparlando dei coniugi Di Spelta; non a torto, visto che Calogero è gelosissimo della moglie e questa in effetti ha un amante. Per potersi incontrare Marta e l'amante corrompono il mago, che dovrebbe far scomparire la donna durante lo spettacolo per poi farla riapparire alla fine. Tuttavia Marta se ne scappa definitivamente e a Marvuglia non resta che far credere che l'ha rinchiusa in una scatola, che consegna al marito sconvolto: se Calogero aprirà la scatola fiducioso che la moglie ci sia, questa ricomparirà. Dopo qualche giorno Calogero, sempre con la scatola chiusa fra le mani, torna dal mago il quale lo intorta ulteriormente facendogli credere che il tempo è un'illusione, che lui sta vivendo giorni che in realtà sono attimi e che si trova in un gioco creato sì da Marvuglia ma che viene mantenuto da Calogero stesso. Passano quattro anni; Calogero è ormai perso nella sua voluta illusione, continua a vedere il mago e finge di credere che la moglie sia sempre nella scatola. Quando però questa, abbandonata dall'amante, a sorpresa ricompare e getta sulla faccia del marito la verità, Calogero la respinge: se Marta fosse la donna ricomparsa vorrebbe dire che lo aveva abbandonato e tradito, meglio continuare a credere che sia ancora nella scatola fedele e innamorata di lui.
Un testo veramente pirandelliano, che ho apprezzato in ogni sfumatura. Ad attorniare Marvuglia e Calogero, sul palcoscenico si aggirano un'infinità di altri personaggi minori, con le loro storie a volte tragiche a volte divertenti, capaci di strappare qualche risata che smorza un po' la tensione della storia. "La vita è un gioco - scriveva Eduardo - un gioco eterno, del quale non ci è dato scorgere se non particolari irrilevanti".




Sulla mia vacanza d'autunno vi dico solo che parto domani e torno lunedì, ma avrò dietro il pc quindi magari vi racconterò qualcosa durante. Se no, dovrete aspettare lunedì ;)

E ora ricettina per farmi perdonare i misteri.

BACCALA' AI FUNGHI 

600 g di filetto di baccalà già ammollato
300 g di funghi porcini
1 scatola di pelati
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
qualche ciuffo di prezzemolo
1 peperoncino
olio, sale

Pulite i funghi e tagliateli a tocchetti; lavate il baccalà, togliete la pelle e tagliatelo a bocconcini. Soffriggete in 4 cucchiai d'olio l'aglio e la cipolla tritati, poi unite il baccalà e fatelo insaporire. Aggiungete i pelati spezzettati e il peperoncino e fate cuocere per 15 minuti. Unite i funghi e portate a cottura in 15-20 minuti. Completate con il prezzemolo tritato, regolate il sale e servite.



Questa ricetta è stata una felice ispirazione di "Sale e Pepe", poi come al solito cambia di qui e di là, la ricetta è diventata come la volevo. E così la mando al contest delle carissime sorelline di SEMPLICEMENTE BUONO in collaborazione con INAUDI.



Per tutti quelli che sono interessati alla farina di grano arso, la potete comprare on line da TIBIONA, che offre una scelta di farine, legumi, cereali, prodotti per i dolci da far girare la testa! Ricordatevi sempre di tagliarla con farina 00 in rapporto di 1 a 3. Ha un piacevole sapore affumicato che si mantiene una volta fatta la pasta e anche dopo la cottura.

E ora da voi, per salutarvi. Un bacione a tutti :D

Ancora un post in marrone

16 ottobre 2012

Ciao amici, eccomi qui, ieri sera ho fatto un giro sui vostri blog ma poi si è fatto tardi e non ho postato. A Savona è andato tutto bene e il tempo non ha fatto troppo il matto, era parecchio fresco ma non ha piovuto. Comunque ieri sera ero stanca e ho dormito malissimo, quindi stasera ho in mente di andare a cuccia molto presto. 

Non prima di avervi lasciato la mia ricetta, che è di nuovo una pasta; è un periodo che trafficare con la farina mi dà molta soddisfazione e quindi ecco qua.


MALTAGLIATI DI GRANO ARSO CON I CECI

per la pasta
225 g di farina 00
75 g di farina di grano arso
3 uova
1 pizzico di sale

per il condimento
1 mazzo piccolo di erbette
1 scatola di ceci
1 cipolla bianca
1 peperoncino
qualche foglia di salvia
1 rametto di rosmarino
1 cuore di sedano
qualche manciata di grana grattato
sale, olio

Impastate gli ingredienti per la pasta, quindi fate una palla, rifasciatela con la pellicola e fatela riposare.
Preparate intanto il sugo: pulite le erbette e tagliatele a listerelle, mettetele in una padella antiaderente con la cipolla tritata, i ceci scolati e risciacquati, il peperoncino, la salvia e il rosmarino tritati grossolanamente e il sedano a fettine sottili. Unite due cucchiai d'olio e fate andare a fiamma vivace, finché le erbette saranno appassite e il tutto ammorbidito, se occorre unite qualche cucchiaio d'acqua. A cottura schiacciate con una forchetta i ceci, in modo da sminuzzarli un po'. Regolate il sale. 



 
Tirate la pasta e con una rotella preparate i maltagliati. Fateli cuocere in abbondante acqua salata, a cui avrete aggiunto un cucchiaio d'olio. Scolate e padellate con il sugo, unendo qualche cucchiaio d'acqua di cottura. Servite  con il formaggio e con un giro d'olio a crudo.





Dato il colore del piatto, mando anche questa ricetta a CINZIA e VALENTINA per il loro contest d'autunno 




Domani sera sono a teatro, vado a vedere "La grande magia" con Luca De Filippo, giovedì vi racconterò, un abbraccio, a presto :)

CUCINA REGIONALE LIGURE: i battolli

15 ottobre 2012

Ciao cari amici, eccoci al nostro appuntamento quindicinale con la cucina regionale.
BABI e RENATA questa settimana ci hanno proposto di cucinare con le castagne e la frutta secca. Un tema molto adatto alla stagione, quindi venite a curiosare nelle nostre cucine profumate d'autunno!




CALABRIA:  crocette di ROSA ED IO

CAMPANIA: castagne allesse di LE RICETTE DI TINA

SICILIA:   pasticcini di pasta di mandorle di CUCINA CHE TI PASSA

TOSCANA:  castagnaccio di NON SOLO PICCANTE

LOMBARDIA:  busecchina  di L’ANGOLO COTTURA DI BABI

VENETO:  minestra di marroni di SEMPLICEMENTE BUONO

FRIULI VENEZIA GIULIA: torta povera di NUVOLE DI FARINA

PIEMONTE:  risu e castògne sèche di LA CASA DI ARTU'

EMILIA ROMAGNA:  castagnaccio alla ricotta  di ZIBALDONE CULINARIO

TRENTINO ALTO ADIGE:  zuppa di funghi e castagne in crosta di A FIAMMA DOLCE

PUGLIA:  chiacune di BREAKFAST DA DONAFLOR

LAZIO:  agnolotti con le castagne dop di Vallerano di CHEZ ENTITY

UMBRIA:  brustengolo di 2 AMICHE IN CUCINA 

MARCHE:  tagliatelle con le noci di LA CREATIVITA' E I SUOI COLORI 

ABRUZZO: sassi d'Abruzzo di IN CUCINA DA EVA

VALLE D’AOSTA: 
castagne sciroppate, tagliatelle con farina di castagne fontina e noci, torta di noci di Courmayeur  di L’APPETITO VIEN MANGIANDO

SARDEGNA:
  ciambelline veloci all'arancia e mandorle, senza latte e uova  di VICKYART-ARTE IN CUCINA

BASILICATA: castagnaccio  di PASTICCIANDO CON MAGICA NANA'

MOLISE:  ostie richiene  di LA CUCINA DI MAMMA LOREDANA 


.... e per la Liguria ci sono i battolli.

Questa è una ricetta dell'entroterra del Levante ed è praticamente scomparsa, anche se prima dell'ultima guerra veniva ancora preparata. La farina di castagne si impiega in molte preparazioni, ma l'uso di queste tagliatelle, cotte nel latte, pastose e delicate, servite con un sugo semplice, profumato di erbe della nostra terra, è un ricordo. Ve le ripropongo perciò molto volentieri, per offrirvi una Liguria nascosta ma molto saporita.


TAGLIATELLE LEVANTINE – BATTOLLI

200 g di farina 00
200 g di farina di castagne
1 bicchiere di vino bianco secco
latte
500 g di pomodori datterini
1 cipolla bianca piccola
rosmarino, salvia, maggiorana, basilico
1 manciata di pinoli
olio, sale
parmigiano o pecorino grattati

Impastate le farine con un pizzicone di sale, il vino e l'acqua sufficiente ad ottenere una pasta morbida ed elastica. Avvolgete nella pellicola e fate riposare. Preparate intanto il sugo mettendo a cuocere i pomodori lavati, spellati e privati dei semi con poco olio e una cipolla tritata. Dopo un'ora circa, unite le erbe e i pinoli tritati, un giro d'olio e lasciate sobbollire ancora per 15-20 minuti. Regolate il sale. Tirate la pasta e preparate le tagliatelle, fatele cuocere in acqua e latte, scolatele e conditele con il sugo. A piacere servite con parmigiano o pecorino grattato.





E ora la poesia.


INNAMUOU

O l'é successo ancheu. Sensa pietae.
O' comensòu a pensaghe da-a mattin
a-o sò sorriso, a-o cado da sò man
e me son ritrovòu a canticchià
mì, proprio mì, che pe giascià un motivo
no me saiae bastòu 'na cannonà.
Me paìva d'ese scemmo, e, in to çervello,
drito un carroggio o me portava a lé:
a l'éa in televixion davanti a mì
ch'a l'annunziava doçi primmaveje
a-e mae giornae visciue pe tanto tempo
co-a pelle d'oca, sensa un po de so.
Me se desgruppa drento 'na matassa
e, quàexi, no me riconoscio ciù:
me vegne coae de cianze, e invece rio
e mentre rio, za sento che cianziae...
Che o segge un scherso da feliçitae?


INNAMORATO

E' accaduto oggi. Senza pietà./ Ho cominciato a pensare dal mattino/ al suo sorriso, al caldo della sua mano/ e mi sono ritrovato a canticchiare/ io, proprio io, che per masticare un motivo/ non mi sarebbe stata sufficiente una cannonata./ Mi pareva d'essere rincretinito, e, nel cervello,/ dritto un vicolo mi portava a lei:/ era in televisione davanti a me/ che annunciava dolci primavere/ alle mie giornate vissute per tanto tempo/ con la pelle d'oca, senza un po' di sole./ Si scioglie dentro di me una matassa/ e, quasi, non mi riconosco più:/ mi viene voglia di piangere, e invece rido/ e mentre rido, già sento che piangerei.../ Che sia una scherzo della felicità?


Stasera passo da voi. Oggi sono a Savona per la lezione di Scienze Motorie.  Spero che il maltempo non remi contro di me! Bacioni.

Un piatto dalla mia vacanza

14 ottobre 2012

Ciao amici, buona serata, come state? Io mi sento un po' catorcio, ho mal di schiena e domani mi aspettano 4 ore di lezione a Savona, speriamo che la situazione migliori e che il tempo invece non peggiori più di tanto ;)

Oggi vi propongo una ricetta che ho sperimentato per cercare di ricostruire il piatto che ho mangiato al ristorante indonesiano a Utrecht. In realtà il pollo è venuto bene ma è diverso da quello che ho assaggiato là; il gado gado, cioè le verdure con le noccioline, invece è proprio quello! Anche la piccantezza me la sono ritrovata tutta, quindi complessivamente sono contenta del mio esperimento. Le ricette le ho trovate in rete e come al solito me le sono un po' aggiustate, ecco il risultato.



POLLO ALL'INDONESIANA CON GADO GADO E RISO BIANCO

400 g di petto di pollo
1 lime
3 cucchiai di salsa di pomodoro
1 cucchiaio di zenzero fresco grattato
4 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di curcuma
2-3 peperoncini
1 cavolfiore
200 g di fagiolini
200 g di zucca
1 scatola di germogli di soia
1 scalogno
50 g di arachidi salate
50 g di arachidi naturali
1 limone
200 g di riso basmati
sale, olio

Riducete a tocchetti il petto di pollo, mettete in una ciotola, bagnate con il succo del lime e fate riposare al fresco per un'ora circa. Trascorso questo tempo, pulite e schiacciate due spicchi d'aglio, metteteli in casseruola e aggiungete la salsa diluita con un paio di cucchiai d'acqua. Fate scaldare, quindi unite i peperoncini sbriciolati, la curcuma, lo zenzero e il pollo con la sua marinata. Regolate il sale, coprite e fate cuocere per circa 20 minuti o finché il pollo sarà pronto.
Pulite il cavolfiore e riducetelo a cimette, spuntate e pulite i fagiolini e tagliateli a tocchetti, pulite la zucca e tagliatela a dadini. Schiacciate gli altri due spicchi d'aglio, tritate lo scalogno e mettete il tutto in uno wok, con 2 cucchiai d'olio, fate scaldare quindi unite tutte le verdure pulite. Fate cuocere, aggiungendo se necessario un po' d'acqua, per circa 10-15 minuti, unite poi i germogli di soia scolati e portate a cottura in 10 minuti. Le verdure devono rimanere croccanti. Fate saltare le arachidi in un padellino con poco olio, finché saranno dorate. Quindi tritatele grossolanamente e unitevi il succo del limone. Lessate il riso.
Assemblate il piatto servendo il pollo con il riso condito con il sugo della carne e con le verdure accompagnate dalla salsa di noccioline.




Mando questa ricetta al contest dei miei carissimi amici ILARIA e TOMMY, compagni di scorribande del regionale, in collaborazione con la locanda TOSCANI DA SEMPRE.




Adesso passo da voi, prima che venga troppo tardi, bacioni... e non dimenticate l'appuntamento con il regionale domani mattina ;)

Una ricetta col pane per una bella causa

13 ottobre 2012

Ciao amici, sabato sera tranquillo a casa, del resto tutta la giornata è stata molto tranquilla, ho cucinato un po', ma ho cercato anche di riposarmi, ne avevo bisogno e domani mattina conto di tirare una bella dormita. Poi vi dico, perché non è che riesco proprio a programmarle, le dormite intendo :)

Voglio postarvi una ricetta che arriva filata dalla cucina della mia nonna Maria, era uno dei suoi piatti di emergenza, quando non sapeva cosa fare o le sembrava che ci fosse poco in tavola, andava con i peperoni "ammudicati". Lei non mi ha lasciato la ricetta, ma fidandomi del ricordo che ne avevo, oggi li ho preparati.

Eccoli qui.


PEPERONI CON LA MOLLICA 

4 peperoni rossi e gialli
4 fette di pane carré
50 g di provolone piccante
1 pizzicone di origano
1 cucchiaio di capperi
olio evo

Lavate e asciugate i peperoni, apriteli a metà, togliete i semi e le parti bianche, quindi tagliateli a falde. Fateli cuocere in una casseruola con 4 cucchiai d'olio per 15 minuti. Nel frattempo tritate nel mixer le fette di pane, i capperi e il provolone; unite poi al trito l'origano. Aggiungete questo composto ai peperoni, mescolate bene e fate cuocere ancora per 15 minuti, unendo qualche cucchiaio di acqua calda. A cottura i peperoni dovranno risultare morbidi e avvolti dalla cremina formata dal pane. Di solito non è necessario salare. Potete servire tiepido o freddo.





Dal momento che in questa ricetta c'è il pane, partecipo al contest di VIRGINIA, insieme a PROGETTO MONDO  MLAL.
ProgettoMondo Mlal è una Organizzazione di volontariato internazionale che ha promosso la campagna IO NON MANGIO DA SOLO
per assicurare un’alimentazione adeguata neonati e mamme, promuovere la distribuzione di almeno un pasto al giorno nelle scuole, sostenere programmi di sicurezza alimentare, di accesso all’acqua potabile e di gestione delle risorse naturali.
Virginia ci chiede di preparare una ricetta che abbia come protagonista il pane.
ProgettoMondo Mlal, col nostro aiuto, preparerà un calendario e un libro per la raccolta fondi.
In questo modo, tanti bimbi e le loro mamme non mangeranno più da soli, ma insieme a noi in un abbraccio virtuale ma potentissimo!




Adesso voglio ringraziare CINZIA e GIADA che mi hanno voluto assegnare un premio. Sapete che io di solito non giro i premi e li lascio sempre a disposizione di chi li vuole prendere, ma almeno a queste carissime amiche dedico una foto che amo moltissimo, perché è legata ad un viaggio meraviglioso che ho fatto in Patagonia, sia versante cileno che argentino. Questo è il massiccio del Paine.




E questo è il premio :)  GRAZIE AMICHE!




Ora è il momento dei giretti sui blog, ciao a tutti, a domani e buona domenica!

Bonjour la France!

12 ottobre 2012

Ciao a tutti, eccomi qua, finalmente sono arrivata a venerdì sera. Mi cala la palpebra, perché sono stanca e nelle scorse sere sono andata a cuccia tardissimo. Mercoledì sono stata a scuola di cucina e mi sono trovata davanti uno chef giovane e capace, Davide Zunino, ligure ponentino, che ci ha deliziato con una cucina estrosa e saporita. Se riuscirò a riprodurre qualcosa, cosa che non mi sembra semplicissima, anche se voglio provarci, vi farò vedere e vi racconterò. Ieri sera invece c'era la famosa assemblea di condominio, sono uscita rasoterra, convinta di aver votato una cosa che non volevo perché era comunque il male minore: insomma ho scelto una m... piccola anziché quella grande dimensione mucca per capirci, ma sempre di m... si tratta :(
Oggi però è stata una bella giornata, stamattina avevo lezione, poi me ne sono uscita nel pomeriggio per fare qualche commissione: c'era a Palazzo Ducale il mercato di prodotti francesi "Bonjour la France" dove ho comprato qualche delizia (non ne avessi portate abbastanza da Parigi), poi sono andata all'enoteca dove sono stata rifornita del mio solito collarino rosa, questa volta dal prosecco Ruggeri nella versione millesimata, extra dry e cartizze. Un'orda selvaggia di bollicine che scappavano dai calici rincorrendosi per tutto il negozio! Un bel giretto al mercato per cucinare domani e poi a casa.

Sono contenta che Parigi vi abbia fatto sognare: chi c'è stato e chi non c'è stato ancora, tutti mi avete ringraziato; ma sono io che ringrazio voi, carissimi amici e perciò vi dedico un bel dolce francese, bretone, la mia colazione quando sono stata in vacanza laggiù e che ho potuto realizzare grazie ai suggerimenti di Giallo Zafferano. 


QUATRE QUARTS

250 g di farina 00
250 g di zucchero
250 g di burro salato
4 uova da ca 60 g ciascuna
8 g di lievito chimico
latte q.b.

Dividete i tuorli dai bianchi e sbattete i primi con lo zucchero, finché diventeranno spumosi. Incorporate allora il burro ammorbidito e la farina setacciata con il lievito. Mescolate bene. Montate le chiare a neve e unitele al composto delicatamente. Versate in uno stampo da plumcake rivestito di carta forno e cuocete a 180° per 45-50 minuti.
Se l'impasto fosse un po' troppo compatto, unite qualche cucchiaio di latte. Il tempo indicato è stato sufficiente per il mio forno, comunque fate la prova cottura con lo stecchino.






Il plumcake dura tranquillamente qualche giorno rimanendo morbidissimo e il burro salato gli conferisce un saporino particolare e speciale. Se comunque non lo trovaste potete usare il burro normale.

Ora passo da voi, non voglio correre il rischio di perdermi qualcosa :) 
Buon we amici ci sentiamo domani, baci baci!


Un riso e un'incursione a Parigi

9 ottobre 2012

Ciao amici, rubo qualche momento al lavoro e cerco di pubblicare questo post quasi pronto, perché poi domani e dopo sarò "in altre faccende affaccendata".

La ricetta è un riso vagamente orientaleggiante che mando a CINZIA e VALENTINA per il loro contest in marrone e a ELISA e LAURA, le sorelle di SEMPLICEMENTE BUONO, mie compagne di avventura nella cucina regionale, per il contest dedicato a funghi e tartufi.







RISO SELVAGGIO CON POLLO E FUNGHI IN AGRODOLCE

150 g di riso selvaggio a tre colori
200 g di funghi porcini
200 g di petto di pollo a dadini
½ cipolla
salsa di soia
aceto di mele
1 manciata di uvetta
1 manciata di mandorle a lamelle
olio, sale
1 cucchiaio raso di zucchero

Lessate il riso in abbondante acqua salata, scolatelo e tenetelo da parte. Ammollate l'uvetta in acqua tiepida. Pulite e affettate la cipolla, quindi fatela colorire in due cucchiai d'olio e brasatela con ½ bicchiere d'acqua; quando questa si sarà consumata unite il pollo, alzate la fiamma e fatelo rosolare. Unite poi l'uvetta scolata, le mandorle e i funghi puliti e tagliati a tocchetti. Bagnate con ½ bicchiere di aceto e un paio di cucchiai di salsa di soia, aggiungete lo zucchero e portate a cottura mescolando bene (se asciugasse troppo bagnate con poca acqua). Alla fine unite il riso, fate riscaldare il tutto, bagnate ancora con un po' di salsa di soia e servite.






E mentre passo da voi, vi lascio qualche foto di Parigi, senza commenti, perché sono assolutamente d'accordo con Re Enrico!

Enrico IV di Borbone, detto il Grande, fu il primo re francese della dinastia dei Borboni. Per salire al trono, si convertì al cattolicesimo e per questo gli si attribuisce la frase "Parigi val bene una messa". Ebbe anche il soprannome di Le Vert Galant: Vert Galant è un'espressione letteraria che designa un uomo intraprendente nonostante l'età e le cronache dicono che abbia reso felici molte dame del regno :)

Il Sacro Cuore a Montmartre
La vigna di Montmartre
Place de la Bastille
Place de Vosges
Centre Pompidou
La tour Eiffel
L'opulenza dell'Opera Garnier
con il soffitto decorato da Chagall
Canal Saint Martin
Notre Dame

Bacissimi a tutti, ci sentiamo venerdì!