Quanti modi di fare e rifare i sockerbullar

6 febbraio 2013


Ciao a tutti, oggi c'è l'appuntamento con QUANTI MODI DI FARE E RIFARE. Secondo le indicazioni di ANNA e ORNELLA, proponiamo una ricetta di BARBARA, i sockerbullar, cioè i bomboloni. Barbara dice che va matta per questo dolce caratteristico della Svezia, dove si è trasferita. E in effetti non so darle torto, quando li ho avuti fra le mani, belli caldi di forno, non ho resistito alla tentazione di assaggiarli ed è stato subito grande amore :)))) La ricetta originale la trovate QUI. Non ho fatto modifiche, tranne per l'impasto finale dove ho usato tutta farina 00. Qualche bombolone l'ho riempito con la marmellata e devo dire che è stata proprio una bella idea.



SOCKERBULLAR o PARISERBULLAR ovvero BOMBOLONI AL FORNO

Preimpasto

500g di latte
75g di lievito di birra
25g di zucchero semolato
600g di farina (200g farina manitoba e 400g di farina 00)


Nella planetaria sciogliete il lievito con il latte e lo zucchero. Aggiungete la farina ed impastare a bassa velocità per 5-6 minuti. Fate lievitare coperto per 30-45 minuti.

Crema alla vaniglia

1 baccello di vaniglia
500g di latte
6 tuorli d’uovo
125g di zucchero semolato
40g di amido di mais
25g di burro


Dividete il baccello di vaniglia e raschiatene i semi, uniteli al latte e fate bollire. Tenete da parte a raffreddare. Montate i tuorli con lo zucchero, quindi aggiungete la farina e mescolate per farla assorbire. Quando il latte sarà diventato tiepido, versatelo nel composto di uova, zucchero, farina e sbattete con la frusta. Mettete sul fuoco ed aggiungete il burro, cuocete a fuoco lento fino ad addensarlo. Fate raffreddare perché la crema non deve essere calda quando si farcisce l’impasto.

Impasto finale


Tutto il preimpasto
200g di burro
150g di zucchero semolato
25g di zucchero a velo vanigliato
5 tuorli d’uovo
600g di farina 00

Preriscaldate il forno a 250°C. Nella planetaria aggiungete al preimpasto tutti gli ingredienti eccetto il burro, impastate a bassa velocità per 5-6 minuti. Unite il burro a piccoli pezzi e impastate per altri 10 minuti a velocità medio-bassa. Lasciate lievitare per 30 minuti in una ciotola appena unta d’olio. Travasate l’impasto sul piano di lavoro infarinato e dividete in 4 pezzi, prendete un pezzo e coprite gli altri con una ciotola capovolta per non far formare la crosta. Dividete il pezzo in 10 parti. Stendete con il matterello ogni parte senza far sgonfiare l’impasto, mettete un cucchiaino di crema al centro, chiudete bene i bordi ed arrotondate. Allineate i bomboloni in una teglia ricoperta da carta forno, distanziandoli perché in cottura aumentano di volume. Cuocete per 4-5 minuti a 250°C e per altri 4-5 minuti a 220°C. Estraeteli dal forno, spennellateli con burro fuso e cospargete con zucchero semolato. 





Vi do appuntamento al 6 marzo: insieme alle amiche della Cuochina preparerò la pastiera di maccheroni!


Buona giornata, a stasera.

Lavoro di squadra!

4 febbraio 2013

Ciao carissimi amici, sono qui, sopraffatta, perché già nel we mi sono divertita ma anche stancata e perché oggi è successo di tutto di più. Non ho nemmeno voglia di raccontarvi, ma quel che è certo è che sarò meno presente sul blog. Spero che non mi abbandoniate e che veniate lo stesso a vedere se ho pubblicato qualcosa. Vi prometto che se non pubblicherò, cercherò almeno di passare da voi per salutarvi e lasciarvi il mio pensiero e il mio affetto.

Come vi avevo detto sono stata a Ceva dai miei amici e Rita e io non abbiamo resistito alla tentazione di buttarci in una cena improvvisata per il nostro amico Alberto. E' stato un bel lavoro di squadra, Rita e io siamo molto affiatate e basta uno sguardo per capirci. Non ci intralciamo, non ci disturbiamo, produciamo manicaretti e ci ritroviamo allegre e soddisfatte!

In mattinata, mentre Rita era al lavoro, fra una pagina di tesi da correggere e l'altra, ho preparato il polpo in insalata, dopo pranzo abbiamo impastato i pici e poi dalle cinque alle sette e mezza abbiamo prodotto tutto il resto. Ora vi mostro le foto della cena, anzi prima la caldissima stufa-caminetto ultimo acquisto dei miei amici.


La tavola con le acciughe sott'olio e la torta di carciofi
Insalata di polpo e patate
Caprese di peperoni gialli e mozzarella di bufala
I pici :)
conditi con salsiccia e carciofi
Sformatino di funghi porcini e puré
Eccolo aperto!
Lonza di maiale alla melagrana con porri brasati alla panna
Crostatine alle mele con pinoli e cannella

Spero di riuscire prima o poi a postarvi le ricette di queste buone cosine, ora faccio alcuni lavoretti per il blog e passo da voi. Vi abbraccio, buona settimana ;)

Stasera pesce!

31 gennaio 2013

Ciao a tutti, sono qui. Ieri sera sono andata di nuovo a teatro. Ho visto "La leggerezza del Trio Lescano", uno spettacolo divertente con alcune delle canzoni più note di queste sorelle canterine. Diventate famosissime nella seconda metà degli anni '30, la loro storia si è incrociata ad un certo punto con lo scoppio della seconda guerra mondiale e con le leggi razziali. Le tre sorelle infatti erano ebree per parte di madre e quindi hanno avuto le loro difficoltà, soprattutto dal '43 in avanti, anche se in qualche modo, nascondendosi, riuscirono ad evitare la deportazione. Quando la guerra finì, una delle tre sorelle si ritirò e fu sostituita da Maria Bria, che ieri sera era in teatro e si è esibita con i suoi magnifici 88 anni insieme alle attrici. Alla fine quindi ho pensato ancora, la giornata della memoria mi è tornata davanti e il sorriso è diventato malinconico...




La ricetta di stasera arriva da "Sale & pepe" e dalla cena di dicembre con i miei colleghi: mi sono ricordata che non vi ho più postato nulla ;)
 

COTOLETTE DI PERSICO ALLE ERBE AROMATICHE 

600 g di filetti di persico
100 g di pangrattato
20 g di erbe aromatiche (timo limone, santoreggia, prezzemolo)
2 uova
1 arancia non trattata
farina
50 g di burro
sale, pepe bianco

Lavate e asciugate le erbe aromatiche, quindi tritatele con la scorza dell'arancia, il pangrattato e una presa di sale. Dividete il pesce in tranci, passateli nella farina, nelle uova sbattute e infine nel pangrattato alle erbe. Rosolate i filetti nel burro e fateli cuocere per 3-4 minuti per lato, fateli asciugare un attimo su una carta assorbente, quindi pepateli e serviteli ben caldi, con puré di patate o insalata.




Domani dovrei andare a Ceva dai miei amici Rita e Vilmo per il week end, quindi non so se riesco a postare. Ma vi penserò, intanto adesso passo da voi. Baci e buon fine settimana!

Le meringhe di Silvia

29 gennaio 2013

Ciao cari amici, eccomi da voi, il week end con le amiche è passato benissimo, ma ho appena avuto il tempo di preparare il post dell'ITALIA NEL PIATTO molto di corsa. Prometto che alla prossima uscita farò di meglio ;)

Solo stasera mi sono accorta che la mia panna cotta al parmigiano è finita in un menu speciale di COLORS & FOOD. Ne sono felicissima, e posso solo cercare di far meglio con il prossimo colore!

Per festeggiare vi posto una piccola golosità, che sono riuscita a fare solo secondo le istruzioni di mia cugina Silvia. Quando sono stata a trovarla qualche we fa, abbiamo preparato insieme le meringhe, così ho potuto seguire bene il procedimento e la cottura. Ecco le sue.





Ed ecco le mie!






MERINGHE

4 albumi
320 g di zucchero semolato
100 g di cioccolato fondente 60%
90 g di panna

Sbattete con le fruste elettriche gli albumi finché saranno ben sodi, quindi unite lo zucchero, poco alla volta, continuando a sbattere. Versate il composto in una sac-à-poche con bocchetta a stella o liscia e fate cadere piccole quantità di composto sulla placca ricoperta di carta forno. Fate cuocere per 1 ora a 100°. Sfornate e fate raffreddare.
Preparate la crema di cioccolato, facendo bollire la panna e versandola sul cioccolato spezzettato. Mescolate bene, quindi fate raffreddare. Unite le meringhe  a due a due con la crema, quindi disponetele nei pirottini di carta e servitele.

- La meringa deve essere sodissima: quando pensate che sia dura, sbattete ancora!

- Potete disporle vicine, in cottura non si allargano.

- Con questa dose vengono due placche belle piene, a metà cottura scambiatele, in modo che le meringhe coloriscano uniformemente.

- Così piccole, sono peggio delle ciliegie, si mangiano una dietro l'altra, perciò non conviene dimezzare le dosi.




Prima di salutarvi, voglio raccontarvi dello spettacolo che sono andata a vedere sabato sera.

LA TORRE D'AVORIO 

di Ronald Harwood 

con Luca Zingaretti e Massimo De Francovich

L'azione si svolge a Berlino nel 1946. E’ il momento di regolare i conti e la  caccia ai sostenitori del caduto regime è in pieno svolgimento: gli alleati vogliono portare al processo di Norimberga i sostenitori del nazismo. Nell'ufficio del maggiore Arnold, c'è un indagato d'eccezione: il famoso direttore d'orchestra Wilhelm Furtwängler. L'ufficiale è ignorante, rozzo e offensivo, senza alcun rispetto per quello che tutti, compresi i tedeschi antinazisti, considerano un genio della musica. Di fronte a lui, Furtwängler fatica a non perdere la sua compostezza e il suo ostentato senso di superiorità. Il gioco a due si complica con i personaggi minori, come la segretaria tedesca di Arnold e i testi chiamati a deporre, con le loro tristi o ambigue storie personali.
In realtà, Furtwängler non prese mai la tessera del partito nazionalsocialista (come invece fece Karajan, che ne aveva addirittura due, una austriaca e una tedesca), però aveva rapporti stretti con i gerarchi. È vero che fece espatriare alcuni musicisti ebrei, ma è anche vero che ci riuscì solo grazie alle sue amicizie e alla sua posizione nel regime. D'altra parte aveva scelto, in tempi durissimi, di tenere accesa la fiaccola dell’arte, convinto che questa non abbia connotazione politica e si era anche scaricato la coscienza cercando di esibirsi nel minor numero possibile di occasioni ufficiali; pur di non stringere la mano a Hitler, durante un concerto, aveva fatto in modo di continuare a impugnare la bacchetta con la destra. 
Il maggiore Arnold detesta la musica classica e da ex-venditore di polizze assicurative è molto sospettoso nei confronti del prossimo; è un plebeo che disprezza le sdolcinatezze borghesi e un giustiziere sacrosantamente indignato dalle atrocità che ha visto perpetrare in Europa; soprattutto, un americano convinto nell’eguaglianza di tutti gli uomini sia nei diritti che nelle responsabilità.
Harwood mette in scena un rebus morale delicatissimo. In fondo al quale sta uno dei problemi piú discussi e irrisolti della storia: l'autonomia dell'arte di fronte alla politica. I due protagonisti non riescono a comprendersi e dal loro scontro processuale, etico e culturale, piú che risposte nascono domande. E sono gli spettatori a dover prendere posizione...

La commedia debuttò a Londra nel 1995 per la regia di Harold Pinter. Il titolo originale, "Taking sides", significa letteralmente "Schierarsi". Proponendo di renderlo come "La torre d’avorio" si è voluto alludere alla condizione di orgoglioso isolamento che l’artista crede, forse a torto, di potersi permettere sempre. 

Sono uscita scossa, quasi dolorante come avessi preso un pugno nello stomaco, incapace di decidere se la posizione di Furtwängler potesse essere difendibile, perplessa per i modi di Arnold, che forza qualunque parola nell'unica direzione che vuole assumano le circostanze, e infine francamente inorridita, perché da quella guerra sono usciti solo dei perdenti: le atrocità ci sono state e sono state commesse da tutti. E l'esempio non è servito perché le "pulizie etniche" continuano...

Attori grandissimi: Zingaretti e De Francovich si scontrano come vecchi leoni e i comprimari, fra cui Peppino Mazzotta (Fazio nella serie TV di Montalbano), sono spalle eccellenti.



Buonanotte amici, ci sentiamo domani :D

L'ITALIA NEL PIATTO: le verdure

28 gennaio 2013

Ciao a tutti, cari amici, la notizia del giorno è che la cucina regionale riparte, con un nome diverso, con qualche nuovo compagno di viaggio, ma eccoci ancora qui con L'ITALIA NEL PIATTO.


Sulle nostre tavole oggi ci sono tante meravigliose verdure, da sole come contorno o secondo o antipasto, ma anche a formare deliziosi sughetti per paste e risotti insieme ad altri ingredienti. Ecco cosa vi proponiamo.

Come avete letto, qui da me c'è una bella frittata di funghi porcini. Le frittate sono molto comuni nella cucina ligure: sono un piatto semplice e sostanzioso, che si può preparare con le verdure di stagione, ma anche con i nostri meravigliosi bianchetti, cioè i piccoli del pesce azzurro, che però vengono pescati solo in periodi ben precisi dell'anno. Quando sarà il momento, cioè a primavera, ve la preparerò! Intanto godetevi questa :D


FRITTATA DI FUNGHI - FRITA' DE FUNZI

500 g di funghi porcini
4 uova
la mollica di un panino
2 spicchi d'aglio
2 cucchiai di parmigiano grattato
vino bianco secco q.b.
latte
origano secco, olio, sale

Pulite i funghi e tagliateli a dadini. Rosolate l'aglio spellato e tritato nell'olio e quando sarà colorito, unite i funghi, salateli, e tirateli a cottura con poco vino bianco e acqua. Preparate intanto un battuto con le uova, la mollica del pane bagnata nel latte e strizzata, il parmigiano, 1 pizzicone di origano e sale. Versate nella padella dei funghi, mescolate quindi passate in forno a 180° per 30-35 minuti.






Vi ricordo con molto piacere che usciremo con la rubrica una volta al mese, il giorno 20, quindi vi aspettiamo a febbraio!

A presto amici, buona giornata.


Ancora bianco con un tocco di rosso

23 gennaio 2013

Ciao a tutti, la vita è un'altalena e visto che ieri ero su, oggi sono tornata giù: una serie di rotture, niente di grave intendiamoci, ma che ho infilato una dietro l'altra, così che al momento non vedo l'ora di andare a letto in compagnia del mio libro!

Tempo orribile, forse è per questo che le cose vanno un po' così, il cattivo tempo mi indispone, mi sento la testa piena d'ovatta, e l'atteggiamento che ho nei confronti della giornata è da perdente :( e per forza che quella occhio di falco della sfiga mi tampina, ma non le si può pagare un viaggio (di sola andata) per Timbuctù, là in mezzo al deserto, magari si disorienta e non torna....

Vabbé, meglio passare alla ricetta che è sempre per il COLORS & FOOD di CINZIA e VALENTINA: bianco con un tocco di rosso.






PANNA COTTA AL PARMIGIANO CON RISTRETTO DI POMODORO

150 g di panna fresca
150 g di latte
150 g di parmigiano grattato
6 g di colla di pesce
sale, pepe, noce moscata
pomodori ciliegini freschi
olio

Mettete a bagno in acqua fredda la colla di pesce. Amalgamate il latte, la panna e il parmigiano, quindi portate al fuoco, mescolando, e quando arriverete alla temperatura di 80° circa, unite la gelatina strizzata. Mescolate bene con una frusta, quindi regolate il sale e aggiungete pepe e noce moscata a piacere. Dividete il composto in 4 stampini usa e getta inumiditi con acqua. Passate il frigo per almeno 4 ore. Preparate il ristretto: pulite i ciliegini, spellateli e tagliateli a pezzi. Metteteli in una casseruola antiaderente con poco olio e fate cuocere finché saranno sfatti e ben cotti. Regolate il sale. Sformate la panna cotta, mettendo gli stampini per qualche minuto in acqua bollente e girando rapidamente, decorate con la salsa calda e servite.




Non so quando ci sentiremo. Domani sera ho un'altra bella assemblea di condominio e nel we vengono a trovarmi due mie care amiche di Lecco. Alla peggio torno lunedì, bacissimi e buon we a tutti ;)

Una giovane nuova amica e una torta salata

22 gennaio 2013

Ciao cari amici, come state? Lo dico pianissimo ma oggi è stata una giornata migliore, bel tempo, non freddo, studio quasi in ordine, pulito e profumato, e soprattutto pranzo fuori con una nuova amica. Eh sì, perché oggi finalmente dopo innumerevoli mail e telefonate, MANU e io ci siamo incontrate! Si è ripetuto il solito incredibile miracolo di scoprirsi amiche, pronte a raccontarsi il più in fretta possibile come a voler recuperare tutto il tempo passato. Manu è una giovane donna con una massa di morbidi riccioli castani a incorniciare un volto dolce e sereno, con occhi pronti a illuminarsi quando parla della sua piccola peste di due anni, Pietro, che voglio conoscere quanto prima per adottarmelo come nipotino! Andate a vedere il suo blog se non lo conoscete, perché è proprio come lei, semplice e solare. Grazie Manu, per aver saputo leggere fra le mie righe e avermi offerto nel tuo sorriso tanto affetto sincero :) alla prossima.

E adesso veniamo alla ricettina, perché avendo scoperto che il contest di FLAVIA è ancora ospitato da GIULIA, mi sono prodotta in una bella torta salata, che mi ha riportato a lunghe e assolate vacanze in Grecia.




La ricetta di Giulia la trovate QUI. Rispetto all'originale  ho ridotto un po' le dosi, ho usato spinaci surgelati e ho aggiunto un peperone giallo, perché nella mia mente la feta è indissolubilmente legata all'insalata greca che è appunto un trionfo di peperoni ;) Allora ecco la quiche feta, spinaci e peperone.

SPANAKOPITA

2 confezioni di pasta sfoglia
2 cipolle
400 g di spinaci surgelati in foglioline
1 peperone giallo piccolo
250 g di feta 
2 uova
sale, olio 

Stufate le cipolle in padella con un po' di olio. Aggiungete gli spinaci ancora surgelati e portateli a cottura mescolando di tanto in tanto. In una ciotola riunite gli spinaci, il peperone pulito e tagliato a dadini piccoli, la feta a dadini e le uova; mescolate il tutto benissimo. In una tortiera disponete una  sfoglia e bucherellate il fondo con una forchetta, versate il ripieno e coprite con l'altra sfoglia sigillando bene i bordi. Ungete leggermente d'olio la superficie e infornate a 180° per 40 minuti. Una volta terminata la cottura spegnete il forno e mettete la quiche sul ripiano più basso per farla asciugare (circa 10 minuti).




Ungendo d'olio la superficie, la sfoglia si gonfierà un po' come vedete nella foto. Come dire, effetto pasqualina!

A domani, buona serata a tutti, passo da voi.