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Ancora alluvione!





10 ottobre 2014

Ciao cari amici, voglio rassicurare tutti quelli che sono in pensiero per me, che sto bene, abito in alto e l'acqua fugge via formando fiumi lungo la strada, ma senza allagare niente.

In centro invece è il solito disastro. Sempre nelle stesse strade, sempre nelle stesse vie, sempre negli stessi negozi e nelle stesse abitazioni. 

Ho voglia di piangere e di urlare perché siamo governati da una massa di incapaci. Dicono che non sono stati spesi i soldi stanziati nell'alluvione di tre anni fa per lentezze burocratiche. Lentezze burocratiche? Ma ci prendono per stupidi tutti, o cosa....

Il sindaco è molto arrabbiato e incolpa la protezione civile che non ha dato l'allarme. Magari con l'allarme il poveretto che è morto sarebbe ancora vivo, ma i negozianti con i negozi devastati, anche con l'allerta cosa avrebbero potuto fare, portarsi a casa tutto l'arredo e la merce del negozio così poi davano una mano di bianco e ricominciavano? Pulire invece l'alveo dei torrenti e sistemare una volta per tutte la copertura del Bisagno, questo no, ci sono le lentezze burocratiche :(

Scusate lo sfogo, non posso vedere la mia città di nuovo in ginocchio, mi si riempiono gli occhi di lacrime ad ogni TG, sono devastata come la mia Genova.

Vi voglio bene, torno domani, stasera ho bisogno di stare sola. Un bacio a tutti.

Una sera triste

8 maggio 2013

Scrivo questo post, mentre il TG racconta quello che è accaduto nel porto della mia Genova. Pare che l'incidente sia dovuto ad un'avaria dei motori della nave, che sono diventati ingovernabili e hanno tirato la nave stessa sulla torre di controllo: un mostro di acciaio, cemento e vetro, pieno di radar e strumenti per rendere sicura la navigazione, travolto, per ironia del destino, dall'elemento impazzito, quello che non si può prevedere, perché il rischio zero nel lavoro non esiste. E' la prima cosa che ti dicono in qualunque corso sulla sicurezza.





L'aria stasera è serena e calda, quasi d'estate, e c'è silenzio, dal terrazzino posso vedere il mare, calmo, azzurro, fino all'orizzonte dove la matita di Dio ogni giorno segna il confine fra la terra e il cielo. Quel cielo chino quasi ad abbracciare Genova che piange i suoi morti e che con la dignità di sempre si rimetterà in piedi e riprenderà il lavoro.