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Ciao Mamma!


29 ottobre 2015

Carissimi amici, come forse alcuni di voi già sanno, lunedì è improvvisamente mancata la mia mamma. Domenica mattina stava male e siamo andate al Pronto Soccorso, ma alla sera eravamo a casa, dagli esami non risultava niente di particolare e lei si sentiva bene, era allegra, ha cenato volentieri e ha scherzato con me. Non ha nemmeno voluto che mi fermassi a dormire con lei. L'ho ancora sentita al telefono verso le 21, ci siamo date appuntamento al mattino dopo, ma quando sono andata su, lei se ne era andata in un'altra storia, sola, con un sorriso leggero sulle labbra... 

Nel caos e nel dolore di questi giorni il ricordo della nostra cena di domenica sera è una piccola luce, e il suo volto sorridente mentre mi salutava alla porta l'ho stampato nel cuore.

Mi sembra di non riuscire ad andare avanti, ma in realtà le giornate passano, ci sono anche le solite burocrazie incombenti e le ore corrono, è di notte che si fermano. E mi ritrovo a girare insonne, come uno zombie, su è giù per il corridoio. Nella prossima settimana per fortuna inizierò le lezioni e so che concentrarmi a spiegare mi aiuterà. Forse riuscirò a dormire anche un po' di più.

Spero di tornare a pubblicare qualcosa, sfruttando le ricette che ho pronte, perché i fornelli sono spenti e non ho alcuna voglia di accenderli. 

La normalità mi sembra tanto lontana, ma visto che c'è una nuova stella in cielo che mi illumina la via, ce la farò.

Un abbraccio a tutti e a presto.

Una torta salata e una torta dolce per il recipe-tionist





23 ottobre 2015

Questo ottobre sta volando via con una velocità incredibile, ormai mi sembra che Natale sia proprio lì dietro l'angolo...

Stasera, considerazioni temporali a parte ;) mi dedico al recipe-tionist. Chi ospita in questo mese è  PATRIZIA, e qui troverete ben due deliziose ricette che ho copiato dal suo blog!

La prima è una torta salata, sapete che ho proprio un debole per queste preparazioni e che le copio davvero volentieri. Questa è stata fatta per partecipare a  RECAKE. Di solito per questo contest si devono reinterpretare dolci, ma in quell'occasione si trattava di un salato e perciò ecco cosa ho combinato. La ricetta originale è QUI, ho seguito fedelmente tranne per la ricotta che ho omesso dal ripieno.






TORTA SALATA ALLA FARINA DI KAMUT E PEPE NERO CON YOGURT, TALEGGIO E POMODORI PACHINO

per la pasta
220 g di farina di Kamut 
1 cucchiaio di lievito di birra
1 pizzico di sale fino
2 cucchiai di olio evo
1 uovo
80 ml di acqua fredda
pepe nero macinato

per il ripieno
2 uova 
100 g di yogurt bianco greco
100 g di ricotta ovina
50 g di farina 00
1 cucchiaino di sale fino
pepe nero macinato
20 foglie di basilico tritato

per la farcia
200 g di pomodori pachino
20 pomodori pachino secchi sott'olio
40 g di formaggio a pasta morbida tagliato a pezzetti (taleggio)
olio
basilico per decorare

Per la base della torta, in una ciotola abbastanza capiente unite alla farina di kamut il lievito (sciolto precedentemente in un po' di acqua tiepida) e il sale. Quindi aggiungete l'olio, l'acqua tiepida e l'uovo, mescolate e trasferite il tutto sulla spianatoia lavorando fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Stendetelo aiutandovi con un matterello e foderate una teglia da 22 cm di diametro, ricoperta di carta forno.
Per il ripieno, mescolate in una ciotola tutti gli ingredienti elencati e mescolate per bene, quindi versate nella base per la torta.
Per la decorazione, tagliate i pomodorini pachino a metà e adagiateli sul ripieno con il lato tagliato rivolto verso il basso, unite i pomodori pachino secchi sott'olio e cospargete con il taleggio tagliato a dadini, finite con un giro d'olio. Infornate a 170° per circa 30 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare; prima di servire decorate con le foglie di basilico. 





La seconda è una ciambella dolce dal sapore decisamente autunnale: ecco QUI la ricetta originale. La mia unica variante è dovuta al fatto che adesso non ci sono ancora i tarocchi rossi che Patrizia consiglia di usare, perciò ho utilizzato un succo di frutta non zuccherato composto di arance rosse Ribera, mandarini di Sicilia e limoni di Siracusa!





CIAMBELLA ALLE CASTAGNE E AGRUMI DI SICILIA

200 g di farina di castagne
100 g di farina 00
250 g di zucchero
3 uova
un bicchiere di olio di semi
una bustina di lievito per dolci
aroma di vaniglia
100 ml di succo di agrumi di Sicilia
1 pizzico di sale

Preriscaldate il forno a 180° gradi. Setacciate la farina di castagne con la farina 00 per evitare grumi, unite il lievito e il sale. Montate bene le uova con lo zucchero utilizzando le fruste o la planetaria, aggiungete l'olio e il succo d'arancia, l'estratto di vaniglia e alla fine unite le farine. Versate in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato e mettete in forno per 35 minuti. Servite cosparso a piacere con zucchero a velo.




Queste ricette sono per FLAVIA e il suo, da me amatissimo, contest ;) Buon we a tutti!






Il menù d'autunno




21 ottobre 2015

Ciao a tutti, eccoci ad un altro appuntamento della rubrica IDEA MENU' che oggi è dedicato all'autunno, ai suoi sapori e anche ai suoi colori. Siamo un po' in ritardo sull'orario solito, ma siamo pronte!!!




Questo è il nostro suggerimento:



L'antipasto è qui: polpette di zucca con prosciutto e uvetta 

Il primo è da Linda: gnocchi all'ossolana 

Il secondo è da Manuela: involtini di verza 

Il dolce è da Tania: torta morbida alle pere



Il mio antipasto è semplice e goloso. Queste polpette sono anche molto leggere e possono essere servite con insalata o con qualche salsa tipo maionese, ketchup o panna acida. Potete anche metterle in cartoccetti preparati con carta paglia e servirle come finger food.





POLPETTE DI ZUCCA CON PROSCIUTTO E UVETTA

140 g di cous cous
200 g di zucca pulita
60 g di prosciutto cotto
1 spicchio d'aglio
30 g di uvetta
1 uovo
40 g di grana grattato
qualche rametto di timo
olio, sale
pangrattato

Ammollate l'uvetta in acqua tiepida. Tagliate la zucca a dadini e fateli rosolare in padella con un paio di cucchiai d'olio, l'aglio schiacciato e un pizzico di sale. Dopo 5 minuti, togliete l'aglio, unite il prosciutto e l'uvetta strizzata e cuocete ancora 5 minuti. Preparate il cous cous come indicato sulla confezione, quindi fatelo intiepidire. Passate al mixer la zucca, quindi mescolatela al cous cous con l'uovo, il timo e il grana. Regolate il sale. Formate delle polpettine e disponetele sulla placca rivestita di carta forno. Spolverate con il pangrattato, quindi infornate a 180° per 20 minuti.




Arrivederci fra 15 giorni, un abbraccio :)

LIGHT & TASTY: lo yogurt




19 ottobre 2015

Buongiorno, eccoci come ogni lunedì con la rubrica LIGHT & TASTY, oggi dedicata allo yogurt.

Lo yogurt può essere ottenuto dal latte di mucca ma anche di pecora e capra, cosa che influisce su grassi e contenuti nutrizionali. Mediamente, 100 g di yogurt bianco derivato da latte di vacca intero, contengono 3,7 grammi di proteine, 3,2 grammi di grassi, 4,6 grammi di carboidrati, minerali con predominanza di calcio e diverse vitamine del gruppo B. Nel latte fermentato sono presenti due bacilli, il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus termophilus , responsabili del processo di scissione del lattosio in acido lattico e glucosio. Nonostante pareri discordanti, è probabile che questi bacilli non operino un ruolo attivo all'interno dell'organismo umano; perciò a molti degli yogurt in commercio vengono aggiunti artificialmente fermenti probiotici, che sopportano l'acidità dei succhi gastrici e si riproducono nell'apparato intestinale, aiutando la flora batterica compromessa da medicinali, stress o alimentazione sbagliata. I fermenti probiotici inoltre aiutano la digestione, difendono dalle infezioni intestinali e rafforzano il sistema immunitario. I più utilizzati sono il Lactobacillus acidophilus, il Lactobacillus casei, il Lactobacillus lactis, il Bifido bacterium bifidum. Lo yogurt bianco è più digeribile del latte grazie alle fermentazioni che favoriscono l'assimilazione di tutti i nutrienti del latte. L'acido lattico favorisce la digeribilità delle proteine e dei grassi e migliora l'assorbimento dei minerali. In regime dietetico è necessario tenere presente che gli yogurt alla frutta sono quasi sempre addizionati con zucchero (www.benessere.com).




Ecco dunque cosa vi suggeriamo.

Carla Emilia: mousse di salmone e yogurt su carpaccio di mango 


La mia proposta è rapida da realizzare oltre leggera e gustosa e fa bella figura a tavola, un suggerimento quindi anche per le feste che sono proprio dietro l'angolo! Potete usare, per realizzarla, il salmone fresco a crudo, oppure il salmone naturale in scatola o quello che si trova nei supermercati confezionato sotto vuoto e già affettato.





MOUSSE DI SALMONE E YOGURT SU CARPACCIO DI MANGO

300 g di salmone al naturale
120 g di yogurt bianco intero
1 limone
1 mango maturo
olio EVO, sale, pepe bianco
qualche bacca di pepe rosa

Passate al mixer il salmone e mescolatelo con lo yogurt, aggiungendo qualche goccia di limone. Sbucciate il mango e affettatelo con la mandolina. Disponete le fette di mango nei piatti singoli e conditele con un filo d'olio, sale e pepe. Mettete sul mango la mousse di salmone a quenelle e decorate con qualche bacca di pepe rosa. Servite fresco.





Buon proseguimento di settimana e arrivederci al prossimo lunedì :)

Spiedini di pollo, salad zalouk e pane arabo per l'Abbecedario Culinario





16 ottobre 2015

Buongiorno, eccomi qui! Le ricette di oggi sono dedicate a PATRIZIA nostro ambasciatore in Marocco, e all'ABBECEDARIO CULINARIO, che resterà là fino al 18 del mese.


 




SPIEDINI DI POLLO IN SALSA 

400 g di petto di pollo
1 limone
un pezzetto di zenzero fresco
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paprika dolce
1 spicchietto d'aglio
1 vasetto di yogurt bianco intero
qualche foglia di menta
olio, sale, pepe

Lavate il limone e affettatelo. Pulite e grattugiate lo zenzero, quindi pestatelo in una ciortola con il limone, un pizzico di sale, una macinata di pepe e 1 cucchiaio d'olio. Filtrate poi il tutto attraverso un colino fitto. Aggiungete quindi alla marinata le spezie e l'aglio spremuto. Tagliate il petto di pollo a dadini quindi conditeli con la marinata e fate riposare per 30 minuti circa. Trascorso questo tempo, sgocciolateli e infilzateli su 4 spiedini, quindi cuoceteli sulla griglia ben calda senza condimenti. Mescolate lo yogurt con la marinata dopo averla filtrata nuovamente e con le foglie di menta spezzettate. Servite gli spiedini caldi con la salsa.






SALAD ZALOUK

1 grossa melanzana
250 g di polpa di pomodoro
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
olio, sale
cumino
succo di limone

Lessate la melanzana, tagliata a pezzetti, in acqua salata. Cuocete i pomodori per 5 minuti con olio, peperoncino, aglio, sale, cumino e succo di limone. Quando la melanzana sarà quasi cotta, scolatela e schiacciatela, per farle perdere acqua, quindi aggiungetela ai pomodori e fate insaporire. Servite freddo.


PANE ARABO 

300 g di farina OO
200 g di acqua tiepida
½ cucchiaino di sale
½ cucchiaino di zucchero
½ cubetto di lievito di birra

Mettete tutti gli ingredienti nel mixer e mescolate fino ad avere un composto liscio e omogeneo. Fate la palla , ponetela in una ciotola, coprite con un tovagliolo e fate lievitare per 1 ora. Dividete quindi l'impasto in 4-5 porzioni e formate dei dischi. Coprite ancora e fate lievitare per 30 minuti. Cuocete a 230° per 10-12 minuti. Devono dorare appena. 




Un abbraccio a tutti :)

Genova per noi e una ricetta di baccalà




14 ottobre 2015

Ciao a tutti, eccomi qui, sono tornata: grazie per gli auguri, la mia Arbanella gongola nel vostro affetto e per ringraziarvi non può che promettere di continuare a dividere con voi ricette e racconti.

Oggi sulla scia del titolo di una bellissima canzone di Paolo Conte, vi parlo un po' della mia città, che ormai sapete, amo visceralmente. Nel senso che il mio amore è a prescindere, non importa se ci sono tante cose in lei che non mi vanno bene e se spesso ho pensato che mi sta un po' stretta, ne sono innamorata e l'amore perdona tutto!

Perché scelgo di parlarvene proprio oggi, da quel dì che ho aperto il blog, è perché con Patrizia mi sono fatta un giorno di full immersion nel suo centro storico, patrimonio dell'umanità.

Patrizia e io ci siamo divertite moltissimo; abbiamo fatto un mare di cose, a cominciare dalla visita alla mostra attualmente ospitata a Palazzo Ducale "Dagli impressionisti a Picasso" allestita con quadri provenienti dal Detroit Institute of Arts: capolavori di Van Gogh, Gauguin, Monet, Cézanne, Degas, Renoir, Matisse, Modigliani e Picasso si rincorrono sulle pareti dell'Appartamento del Doge coinvolgendo e appagando il visitatore. 




I quadri scelti per il poster della mostra sono un autoritratto di Van Gogh e un ritratto di Dora Maar, una delle amanti di Picasso. Guardate gli occhi di questi personaggi, in Vincent tesi e ansiosi, in Dora dolcissimi, presa com'è nella lettura: li ho trovati meravigliosi nel loro accostamento.

Non ci siamo fatte mancare, dopo aver nutrito lo spirito, il nutrimento della carne con una cena a base di baccalà che ha coinvolto anche la mia carissima SILVIA e come se non bastasse, giusto prima della cena, Patti e io siamo andate al primo assaggio della stagione alla mia vinoteca di fiducia! Un aperitivo coi fiocchi a base di Traminer e Pinot nero con formaggio e grissini, tanto per smorzare l'alcol!!!




Ecco un assaggio del mio "tutto baccalà", le ricette arriveranno presto, anzi una sta qua sotto ;)

Tutto questo venerdì; sabato siamo andate in giro per i miei amati caruggi, alla scoperta delle formelle dedicate a San Giorgio, uno dei patroni della città. 




La maggior parte delle formelle fanno da timpano ai portoni, sono in marmo e quelle ripulite e restaurate sono veramente molto belle. Quella centrale nel collage invece è sul fianco destro del duomo. Alcune sono in pessimo stato e due sono proprio scomparse, spero si trovino al Museo di Sant'Agostino e non siano invece crollate per l'incuria e l'abbandono.

Ed eccolo il Duomo di Genova dedicato a San Lorenzo, la cui costruzione iniziò nel 1100 e terminò alla fine del XIV secolo. Sull'impianto romanico ci sono molte sovrastrutture gotiche, come i portali e le torri campanarie. All'interno sono custodite le reliquie di San Giovanni Battista, patrono della città.




Ci sono altre due chiese molto belle nel centro storico, che hanno conservato le loro caratteristiche e non sono state rimaneggiate in epoca barocca, San Donato e Santa Maria di Castello.

San Donato è un altro magnifico esempio di romanico genovese, è una chiesa antichissima, che sorge sulle rovine di una precedente del VII secolo. Si affaccia su una piccola piazza, silenziosa, perché non è possibile arrivare con le auto, a pochi passi dal quartiere di Sarzano, molto animato, e dal Porto Antico. Qui il tempo si è fermato.



 
Santa Maria di Castello, che sorge sull'omonima collina e domina l'area della darsena, è stata costruita su un antico luogo di culto mariano voluto da un re longobardo alla metà del 600 anche se le prime notizie documentate risalgono all'XI secolo. La chiesa sorgeva a poca distanza dal castello fortificato del vescovo, nei pressi del quale si era insediata anche la potente famiglia feudale degli Embriaci, situazione che fece di quest’area, al riparo dalle scorrerie dei saraceni grazie alla sua posizione arroccata, la sede del potere politico e religioso cittadino. La chiesa attuale fu costruita nella prima metà del XII secolo e fu in seguito affidata ai Domenicani, che ne curarono anche l'ampliamento, realizzando tre chiostri, la sacrestia e facendone un vero e proprio polo culturale. Nel primo chiostro c'è un loggiato affrescato che guarda il mare e custodisce un affresco prezioso, l'Annunciazione di Giusto d'Alemagna del 1451. Tra il XV e il XVII secolo numerose famiglie patrizie fecero costruire lungo le navate laterali della chiesa le loro cappelle gentilizie, arricchite da opere d'arte dei maggiori artisti dell'area genovese.
Al di là della storia che si respira qui, è il fascino dei chiostri silenziosi quello che conquista e ti resta dentro.




Sempre per nutrire la carne oltre che lo spirito, ecco dove ci siamo fermate a pranzo.




Come vedete nella foto, qui bisogna sempre sgomitare, ma ne vale veramente la pena! E' l'unica friggitoria rimasta delle molte che si trovavano nell'area di Sottoripa, a ridosso di quello che adesso è il Porto Antico e prima era il vero e proprio porto della città, con le sue navi e i suoi traffici sia mercantili che passeggeri. Piccolo piccolo, lassù sulla sinistra c'è il piattino che ci siamo sbafate con grande soddisfazione, dei pesciolini, un gamberone, qualche acciuga e un filettino di baccalà, tutto passato nella farina o nella pastella e fritto: leggero da fare invidia a qualunque tempura...

Ma abbiamo girato ancora, ecco un collage di altre cose che abbiamo visto.




Alla fine il contachilometri del cellulare di Patti, ci ha dato 11 km e tanti gradini come in un palazzo di 10 piani: calorie del fritto neutralizzate!!!!

Domenica Patti è ripartita: come spesso mi capita, mi sono sentita improvvisamente sola, dopo aver riempito completamente due giorni, ho avuto una domenica vuota. Ho riordinato un po' e ho continuato a bermi la città inondata dal tiepido sole autunnale oltre le finestre...

Ma ecco la ricetta che vi ho promesso.


BACCALA' AL LATTE E RADICCHIO

800 g di baccalà ammollato e spinato
400 ml di latte
2 spicchi d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo
4 acciughe sott'olio
1 cespo di radicchio di Treviso
2 cespi di indivia belga
100 g di olive al forno
aceto di vino bianco
olio EVO
sale

Preparate un trito con aglio, ¾ del prezzemolo e le acciughe, quindi soffriggete in padella con 3 cucchiai d'olio. Pulite le insalate e tagliatele a listerelle, passate nel soffritto spruzzando con un po' d'aceto, quindi trasferite in un piatto e tenete da parte. Aggiungete 2 cucchiai d'olio in padella, dividete il baccalà a pezzi e cuocetelo per circa 20 minuti unendo poco a poco il latte caldo. Negli ultimi 5 minuti unite le olive e le verdure, regolate il sale e cospargete con il prezzemolo rimasto tritato.




Ecco, direi che per stasera può bastare, alla prossima, un abbraccio :) 

Quanti modi di fare e rifare la rosticciata (pilzgrostl) di funghi




11 ottobre 2015

Buona domenica, cari amici, oggi le ragazze dei quanti si sono ritrovate con la Cuochina nella cucina di MARIA GIOVANNA, detta GIO', per rifare un piatto della gastronomia alto-atesina, la rosticciata di funghi e patate o pilzgrostl.

Giò ha un bellissimo blog dove le ricette "sglutinate" fanno bella mostra e invitano a cucinare davvero con gusto anche per chi ha problemi di intolleranze. Per lei, che è una donna tenace, dopo aver imparato a vincere il timore del mare e a guidare una barca, imparare a cucinare così deve essere stato un gioco da niente! Ammiro le persone come la nostra ospite, che  con amore e per amore riescono a superare qualunque ostacolo.

La ricetta originale è QUI, l'unica modifica che ho fatto è stata quella di utilizzare un mix di funghi: champignon, porcini e pioppini.




PILZGROSTL

2 patate
80 g di speck
400 g di funghi misti freschi
1 cipolla
sale/pepe nero
olio EVO
Lavate e lessate le patate, scolatele e lasciatele raffreddare. Pulite i funghi, saltateli in padella con mezza cipolla e qualche cucchiaio di olio; salate e proseguite la cottura a fuoco moderato per circa 30 minuti. Tagliate lo speck a striscioline e fatelo dorare in un tegame antiaderente senza condimento. Sbucciate le patate, tagliatele a spicchi e mettetele in un’altra padella con olio e la rimanente cipolla e fatele saltare per qualche minuto finché saranno dorate. Aggiungete i funghi, aggiustate di sale e pepe e cospargete il gröstl con lo speck. Servite subito ben caldo.



Buona domenica a tutti: la nostra è stata bellissima e divertente, cucinare con la Cuochina è sempre un grande piacere. Grazie infinite a Giò per l'ospitalità e per aver condiviso questa saporita ricetta. Il prossimo appuntamento è per l'8 novembre quando saremo a casa di Ornella a preparare un dolcetto della tradizione scandinava: i kanellsnurrer. A presto :)

La tajine marocchina per l'Abbecedario Culinario




10 ottobre 2015

Ciao a tutti, l'Abbecedario Culinario è approdato in Marocco, con PATRIZIA nostro solerte ambasciatore. Mi fa molto piacere tornare là attraverso la pubblicazione di qualche ricetta. Il Marocco è un paese estremamente accogliente, che offre una straordinaria varietà di paesaggi, dal deserto, alla montagna, al mare. Ci sono stata fra Natale e Capodanno del 2000-01 e ho persino preso una nevicata sulla catena dell'Atlante. E vi posso assicurare che è stata un'esperienza mitica! Anche perché il bus era attrezzatissimo e quindi non abbiamo avuto disagi, ma soltanto un bel ricordo da portare a casa. Quando poi sono arrivata a Marrakech, ho girato in maglietta nel sole e nel caldo africano....






Stasera vi lascio due ricette di tajine, il piatto nazionale di tutto il nord Africa che ogni paese caratterizza a modo suo.

La prima è stata preparata nel recipiente classico, ma potete utilizzare qualunque pentola di coccio con il suo coperchio.



 



TAJINE DI POLLO E VERDURE

800 g di pollo a pezzi
1 cipolla rossa
2 carote
2 zucchine
1 patata
olio
semi di cumino
1 bustina di zafferano
1 pezzetto di zenzero fresco
prezzemolo
1 limone non trattato
sale






Scaldate l'olio nella tajine, unite il pollo e fatelo rosolare, quindi unite i semi di cumino, lo zenzero grattato, salate, coprite con acqua in cui avrete sciolto lo zafferano e fate cuocere per 15 minuti circa. Nel frattempo pulite le verdure, affettate la cipolla e tagliate le altre a pezzetti, unitele al pollo, insieme a qualche fetta di limone, e terminate la cottura. Regolate il sale prima di servire.





Questa seconda ricetta, che è simile alla prima, anche se forse più profumata e più ricca, l'ho preparata in pentola a pressione: provate perché il risultato è del tutto soddisfacente!


TAJINE DI POLLO

4 cosce di pollo
1 limone non trattato
1 lime
100 g di olive snocciolate
300 g di patate
1 pezzetto di zenzero a fettine
2 carote
2 zucchine
2 foglie di alloro
2 spicchi d'aglio
3 cipollotti
2 rametti di timo
½ bicchiere di vino bianco secco
1 cucchiaino di paprika dolce
1 bustina di zafferano
1 pizzico di cumino
olio, sale, pepe bianco

Rosolate in olio le cosce di pollo, unite paprika, timo, olive, zenzero, cumino, zafferano, aglio, il limone tagliato a metà con la buccia, il succo del lime, sale e pepe. Quando il pollo sarà ben colorito, bagnate con il vino e con 1 bicchiere d'acqua. Chiudete ermeticamente e fate cuocere 15 minuti. Aprite adesso la pentola e unite patate, carote, zucchine e cipollotti a pezzettoni e le foglie d'alloro. Se fosse asciutto unite ancora ½ bicchiere d'acqua, poi chiudete ermeticamente e cuocete altri 15 minuti. Servite ben caldo.





Comunque la preparerete, all'apertura della pentola, una ventata di Marocco invaderà la vostra cucina: meglio di un giro nel suq!

Vi lascio con una breve poesia di Tahar Ben Jelloun, tratta dalla raccolta "Stelle Velate"

Un viso senza rughe
È un cielo inespressivo.

Un pensiero superfluo.
Terra segnata
dal tempo e dalla grazia
dove è bello fermarsi
come il bambino davanti
all’enigma e alla bellezza



e con una foto della Jama'a el-Fnaa, la piazza dei sogni di Marrakech, quella che da sola vale un viaggio!




Bacissimi :)